Marco Villa, Il compromesso

Susan Meiselas

Voci fuori campo

*

Li odiavo

si davano così, come un niente,
a quella cosa schifosa e ridicola,
alla cosa che tradisce, da sempre.

Mi pensavo un eroe disprezzato
a portare su di sé la loro vergogna,
la battaglia solitaria, forse
l’unico sveglio in mezzo alla più assurda delle feste,
allo sfrenamento, a ciò che ora
o poi tradisce

(e quella fiducia più che estrema,
di scolarsi il vuoto e saperlo gestire,
farne la vita di oggi e l’inerzia di poi,
si accendeva in meraviglie perplesse, era un’invidia infinita…)

Li odiavo, e non erano l’imbarazzante
stupida immagine dell’unica salvezza,
diventavano animali, anche meno, li odiavo

“quando lo capirai non sarà troppo tardi”

*
*
*

Formazione

*

Smetti di sprecare tutto
capisci? Non puoi aprire tutti i futuri in una sera
e questa attenzione che dai, che è il tuo dare,
salvala per domani, o per sempre.

Niente si consuma più in fretta di un’armonia:
una forse, ma due vitalità si mangiano.
Aspetta ad essere felice –non sono io a dirlo.

Lo amo questo capirci perfetto, lo sai,
le parole che esultano e basta
e ci completano la vita
stanno già diventando il freddo inspiegabile di domani
di ora.

(Non importa se lui – o io – le dice)

È come avevi pensato, quando ci hai presi alla vita col braccio sicuro e ci hai portati a casa finalmente. Prima e dopo sei il solito filisteo, parli di domini e servitù, poco importa se li sognavi davvero.
Sappiamo bene cosa vuoi e ti spaventa: non siamo tua madre e, puoi starne certo, non dormiremo più. È come avevi pensato, quando hai smesso di preparare il colpo decisivo.
Non puoi aspettare di essere felice. Faremo la tua gioia.

*
*
*

Il compromesso

*

1.
Guardavamo un mondo stupidissimo e crescevamo parlandone con ironia o con ironico disprezzo, sempre pensando di esserne superiori, come cosa buona solo per parodianti di certi filmacci americani.
Poi quasi tutti ci sono entrati, e per un tacito accordo alleviare la vergogna era sconveniente almeno quanto provarne. Era incominciata la mossetta che diceva:
“se sembra per scherzo lo posso fare
posso ammazzare uno zingaro…”
e tutto il resto che non ti aspetti mai.
Qualcuno ci si è dissolto dentro, ma i più pensano di esserne superiori, intuendo che guardarlo una volta ogni tanto basti a salvare la dignità, se proprio non loro stessi.

2.
Non credere che ci può sfuggire quel prestigio pronominale
– del resto tu la sai tutta, tu l’intelligente, costeggiare con un binocolo ti dà quell’aria di messia addolorato più che altro della sua impotenza, e quante volte hai voluto dire “è così inutile che non è successo niente, è così inutile che non esiste”; dai, salvaci per salvarti, forse un giorno te lo chiederemo, alla tua pietà rigorosa…
e se guardi e passi ti senti quasi in diritto.

3.
(Unihemispheric slow-wave sleep)
Birds have overcome the problem of sleeping in risky situations by developing the ability to sleep with one eye open and one hemisphere of the brain awake.

[Half-awake to the risk of predation, Nature 397 (4 February 1999)]

0.
(Un altro dei suoi giochetti.)

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