editi

Maria Borio | Trasparenza

Centre-Pompidou-Metz-021

Poesie tratte dall’ultimo libro di Maria Borio, Trasparenza (Interlinea 2018). Ringraziamo l’autrice per la concessione. 

*

Ecco la nebbia che non ti fa parlare,
è fitta sopra le case, è i cristalli scivolosi
sul lucernario, sulla ringhiera di rame:
è tornare molto indietro, quando correre
era fare la nebbia per nascondersi
sotto lo scivolo dei garage
nel punto più buio,
quando siamo stati bambini, in quattro,
e giocavamo a chi fa la pipì più lunga
nel buio. Nessuno ci trova.

Sembra di vederti apparire
con le lunghe mani e le ginocchia sporche,
ti fingi come il cane senza razza, malato,
che seguiva le porte di tutte queste case.
Si sente quando la nebbia è alta
anche oggi sopra il giardino
segue molti giri d’atmosfera.

Sono le otto di mattina: scendiamo
ancora sulla rampa a cono
nel tunnel dei garage,
la porta di ferro è aperta
c’è l’angolo più buio
tra le macchie di benzina e umido.
La nebbia schiarisce, evapora
la miniera dei sentimenti
dove in questo sesso o in un altro
dici che malattia non è niente di diverso.

Ma ti immagini felice, almeno in quel punto.
Sei felice, non immagini altro. Continua a leggere “Maria Borio | Trasparenza”

editi, inediti

Poeti di oggi

Giosetta Fioroni

Pubblichiamo alcune poesie dal volume di traduzioni Poeti di oggi (Effigi 2019), a cura di Nino Muzzi.
Ringraziamo l’editore e il curatore per la gentile concessione.

*

Minsk

Non ho mai visto tanta neve
né tanti lembi di terra così spessi di ghiaccio
freddi e in glaciale silenzio come la terra che da noi si allontana
in un dialogo interno cala
la distanza con la distanza alcuni ci corrono sopra muoiono
crepano migliaia
scavano e tracciano linee di cavi metallici nella
ghiacciata atmosfera. I boschi sono profondi
nessuno vi accede
senza motivo
storia sfogliata solo grado a grado
i motori degli aeroplani
inarrestabile ripetizione del
freddo
non volontà né ossa della terra solo
quanto possiamo correre lontano
quando il cielo si ripiega su se stesso pioggia di gelo
afferra la statica del cielo delle stelle
caricamento di navi le banchine di porti stranieri
carbone ossa speranza di qualcosa
che giace lontano
commossi dal più profondo
giovani faggi
chiari o nuovi o vento.

*

* 

Minsk

Ich habe nie so viel Schnee gesehen
nicht so viele Landstriche so dick überfroren
kalt und eisstill wie das Land das sich abkehrt von uns
in ein inneres Gespräch senkt sich
die Weite mit der Weite
einige rennen darauf sterben verrecken tausende
graben und ziehen Linien aus Draht in die
vereiste Luft in. Die Wälder sind tief
keiner geht darin
ohne Grund
nur stufenweise Geschichte aufgeblättert
die Propeller der Maschinen
unaufhörliche Wiederholungen der
Kälte
nicht Wille nicht Erdknochen nur
wie weit kann man laufen
wenn der Himmel sich einwärts biegt Eisregen fasst
die Statik des Himmels der Sterne
Schiffsladungen die Docker fremder Häfen
Kohle Knochen Hoffen auf etwas
was fern liegt
angerührt vom Innersten her
junge Buchen
hell oder neu oder Wind.

*

[Anja Kampmann
30.10.1983, Hamburg, Germania] Continua a leggere “Poeti di oggi”

editi

Luciano Neri | Discorso a due

Anthony Hodgkinson

Poesie tratte dall’ultima raccolta di Luciano Neri, Discorso a due (L’Arcolaio 2019). 

*

Prima un corpo viveva
ritirato e distratto
lunga quarantena
quasi è diventato uno
a un palmo dall’altro
ha tenuto fede
alla mancanza – un nido
abitato.
Invece è rimasto due
e lui uno concentrato
a un palmo delle mani
un terzo occhio
vigilava il terreno
le parole confidenti
erano nel suo destino
senza replica una scelta
nelle mani di Abramo
nelle mani di un patriarca
aguzzino Continua a leggere “Luciano Neri | Discorso a due”