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Gabriel Del Sarto | Poesie

Il mare ha bisogno di fichi

di Gabriel Del Sarto

*

da Sul Vuoto [Transeuropa, 2011]

*

Le foglie

 

Cresce fra le strade di Firenze il mio profilo,
che ogni mattina immagino fermarsi in un bar Continue reading “Gabriel Del Sarto | Poesie”

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Alejandra Pizarnik | Poesie

Alejandra Pizarnik

Pubblichiamo una selezione di testi da A. Pizarnik, Poesia completa, LietoColle 2018, a cura di Ana Becciu e con traduzione di Roberta Buffi.

 

Tempo

A Olga Orozco

 

Io non so dell’infanzia
non più di un timore luminoso
e di una mano che mi trascina
verso l’altra mia sponda.

La mia infanzia e il suo profumo
di uccello accarezzato.

*

da Le avventure perdute (1958)

 

*

 

Nominarti

Non la poesia della tua assenza,
soltanto un disegno, una crepa in un muro,
qualcosa nel vento, un sapore amaro.

*

da I lavori e le notti (1965) Continue reading “Alejandra Pizarnik | Poesie”

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Rodolfo Zucco | Bubuluz

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I testi che seguono sono tratti dalla nuova raccolta di Rodolfo Zucco, Bubuluz, Edizioni del Verri, 2017.

*

Analogie

… o la passione
per la caccia alla volpe.
(Alcune analogie.
L’identificazione
con la volpe. Lasciare i segugi
disorientati…)
* Ma
perché?

(«Sul resto: naturalmente hai ragione:
paura di morire, desiderio
di essere un altro. Dovrei spiegarLe
le circostanze, ma forse
guasterebbe l’effetto, non Le pare?»)

*

Del predare

Gli animali
che per natura sono soprattutto
prede fanno dei sogni brevi – più
che sogni veri e propri sono
apparizioni.
* I predatori fanno
invece sogni complicati e lunghi.

«In ogni caso
da qualche giorno mi alzo
alle sei, per reagire
all’insonnia. In realtà
mi svegliano le tortore di casa.
Per rappresaglia gli ho predato il nido.»

*

Del finire

(Lo stratagemma
funzionò come avevi sperato:
qualcosa la colpì nel modo in cui dicesti
quel che dicesti, e d’un tratto la battaglia
fu finita.)

«Insomma è così che va a finire –
pensai ascoltando il vento che pian piano
si andava confondendo col ricordo
delle voci dei bambini che sembravano
ancora levarsi e perdersi nel giardino.
Sentivo un delicato mormorio di sillabe
che risultava molto
piacevole al mio orecchio

ma in fondo inutile
e leggermente assurdo.»

*

da “Schulz”

*

1.

«Mio padre
è stato trasferito. Andiamo a stare
in un’altra città. Probabilmente
non ci vedremo più».

* Sì,
proprio così: impreparato e incompiuto,
in un punto fortuito del tempo e dello spazio,
senza chiudere i conti, senza aver raggiunto
uno scopo –
* come a metà di un discorso:
senza punto né punto esclamativo –

senza giudizio né ira
divina, quasi in perfetta armonia,
lealmente, secondo accordi reciproci
e regole da ambo le parti
riconosciute.

*

2.

«Sto pensando di non allontanarmi
mai dal cortile.»

* In fin dei conti
non conosciamo forse già in anticipo
tutta i paesaggi che incontreremo in vita
nostra? Può forse mai
accadere qualcosa di ancora totalmente nuovo,
di cui non abbiamo già da tempo avuto
presentimento?
* So che un giorno,
a un’ora tarda,
sarò là, al limitare
dei giardini…

*

5.

«Ci sono troppi problemi nella vita.
Oggi ci sono i lupi,
ieri era il mio rovescio.»

– Cinque per sette… – ripetei confuso,
sentendo che quella confusione, affluendo
al cuore come un’ondata dolce
e tiepida, velava di nebbia la chiarezza
delle mie idee.
 * Colpito dalla mia ignoranza
come da una rivelazione, semiaffascinato
dall’idea di tornare realmente all’incoscienza
infantile, cominciai a balbettare
e a ripetere: cinque
per sette, cinque
per sette…

*

Fotografia: Michael Kenna, Twenty four abashiri, Hokkaido, Japan, 2005