inediti

John F. Galindo | Sei poesie

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Queste poesie di John F. Galindo (Bucaramanga, Colombia, 1978) fanno parte della raccolta No hace falta que te digan que te quites (Ambidiestro editorial, Bogotá 2017), ancora inedita in Italia.
Traduzioni di
 Camilla Rabbogliatti.

*

Piragna nello stomaco

Prendere quell’ombrello malconcio dalla spazzatura e dargli l’opportunità
di tradirti nella tempesta. Fare l’alba sotto il tappeto dei giorni in cui il
sole è soltanto un’altra valanga. Spesso l’amore è più di un pizzicore o
di una finestra aperta sull’incertezza. Le mitragliatrici si svegliano
avvolte tra le nostre lenzuola quasi sempre preoccupate per le fluttuazioni
di mercato. Il monumento che abbiamo eretto intorno al cuore, vicino
a quel fiume turbolento, si lascia accarezzare dai ricordi di ciò che
abbiamo abbandonato, dalle strane intermittenze di una voce e dagli amici che
consolavano con un calcio.

È passato tanto tempo che ora le mie battaglie si trovano nello stomaco.
E non so più se il dolore è una virtù, o il morso di un pesce che può fiutare
il sangue.

A volte, di notte, mi vedo dentro la pelle che non ho mai avuto, o in quella che tu
                                                                                                                           [hai avuto,
mentre lì il fiume continua a sanguinare.

*

Pirañas en el estómago

Recoger ese maltrecho paraguas de la basura y darle la oportunidad de que te
traicione durante la tormenta. Amanecer bajo la alfombra de los días en que el
sol es tan sólo otra avalancha. A menudo el amor es más que una cosquilla o
una ventana abierta hacia la incertidumbre. Las ametralladoras despiertan
envueltas en nuestras sábanas casi siempre angustiadas por las fluctuaciones
del mercado. El monumento que hemos levantado alrededor del corazón, cerca
de aquel río turbulento, se deja acariciar por los recuerdos de aquello que una
vez abandonamos, por las extrañas treguas de una voz y por los amigos
que tenían por consuelo una patada.

Tanto tiempo ha pasado que ahora mis batallas se encuentran en mi vientre.
Y ya no sé si el dolor es una virtud, o la mordedura de un pez que puede oler la
sangre.

A veces, por la noche, me veo en la piel que nunca tuve, o en la que tuviste,
mientras el río sigue allí sangrando. Continue reading “John F. Galindo | Sei poesie”

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Francesco Ottonello | Inediti

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cosa sconfiggere è capire che rimane

 

Confondere da chi proteggersi con chi

Tra scartoffie del passato rimarginare
un tempo davvero tuo, amare scatole
rosa in stanze verdi dentro armadi blu
invece rotta resta la memoria hard disk

sogno la tua foto di luce obliqua
sentire che nulla più rappresenta
nulla mai esistito, nulla che resta
male sale, onda secca senza uscita. Continue reading “Francesco Ottonello | Inediti”

inediti

Matteo Tasca | Inediti

 

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Raol

lo schianto dei fantini alla seconda curva,
uno probabilmente svenuto, cavallo
colpisce infermiere, le nuche delle persone
*                    *– posizione di merda –
*                    *per tutti quei soldi anch’io rischierei –
metti il cellulare bene in alto,
la corsa piccola dentro la corsa grande,
come una matriosca,
la tartuca che taglia il traguardo senza fantino,
sentirsi vivi, un malore tra gli spalti,
in me però sollievo, è stato tutto molto fico.

Il giorno dopo leggo su internet
che il cavallo raol è rimasto ferito
e hanno dovuto ammazzarlo.
Noi non ci eravamo accorti di niente:
l’esperienza c’ha fregato, stare nel mezzo
non è servito a capire;
ora però che siamo informati sui fatti
non possiamo dire di sentirci particolarmente indignati,
quando parleremo agli amici di barbarie
non crederemo alle nostre parole.

Sono questi i gesti, i pensieri
della nostra miseria interiore.
Descriverli è forse l’ultimo modo
per sorvegliare i confini della nostra coscienza,
e neanche questo basterà.
Persino la vergogna ci costa fatica.

(Quella notte l’ho sognato.
Era steso sulla pista
con tutte e quattro le gambe spezzate.
Mi chiedeva di portarlo fuori a cavalcare
ora che si era liberato dell’altro,
il fratello inquietante,
ma io lo fissavo muto mentre cercava
di formulare a parole la sua richiesta.
Strillava come un neonato) Continue reading “Matteo Tasca | Inediti”