racconti

Francesca Santucci | Le formiche le formiche

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[Questo racconto è uscito sul n. 8 della rivista Cadillac, giugno 2015]

*

Chiedevo sempre a mia madre gonne strette e braccia grandi di comprare i biscotti al burro a forma di animali. Dopo pranzo si sistemava sulla poltrona davanti alla televisione senza audio, respiri profondi, la testa piegata sul petto gonne strette braccia grandi e io spargevo sul tavolo i miei biscotti a forma di leone elefante gatto giraffa.
La prima volta che addentai il collo della giraffa il biscotto si spezzò in due, la testa della giraffa cadde sul tavolo e dalla tovaglia continuava a sorridermi, una cosa che mi pareva come di avergli fatto male, e non li volevo mangiare più i biscotti al burro a forma di animali. Chiedevo però a mia madre di comprarli, sempre, e lei si sedeva sulla poltrona in sala e io prendevo ogni giorno un pugno di animali e li spargevo sul letto in camera mia. Ogni tanto, nel viaggio tra la cucina e la camera da letto qualche animale si frantumava tra le dita, e allora c’era per esempio l’elefante senza proboscide, e quindi infilavo i biscotti rotti nella cesta di vimini dei giocattoli, li nascondevo, costruivo una corsia per gli animali mutilati: lo zoo degli esemplari difettosi. Il biscotto a forma di gatto non si rompeva mai, invece, e tutti i biscotti a forma di gatto li chiamavo Cecco perché da quando ho imparato a parlare tutti i gatti sulla Terra si chiamano Cecco, per me. Poi arrivarono le formiche: prima in camera mia, attorno alla cesta di vimini, poi per il corridoio e poi sul divano dove riposava lei tutta gonne strette e braccia grandi e lei aveva urlato le formiche le formiche, e non mi comprò più i biscotti al burro a forma di animali, però a nove anni mi regalarono un gatto e io lo chiamai Cecco. Continua a leggere “Francesca Santucci | Le formiche le formiche”

editi, inediti

Poeti di oggi

Giosetta Fioroni

Pubblichiamo alcune poesie dal volume di traduzioni Poeti di oggi (Effigi 2019), a cura di Nino Muzzi.
Ringraziamo l’editore e il curatore per la gentile concessione.

*

Minsk

Non ho mai visto tanta neve
né tanti lembi di terra così spessi di ghiaccio
freddi e in glaciale silenzio come la terra che da noi si allontana
in un dialogo interno cala
la distanza con la distanza alcuni ci corrono sopra muoiono
crepano migliaia
scavano e tracciano linee di cavi metallici nella
ghiacciata atmosfera. I boschi sono profondi
nessuno vi accede
senza motivo
storia sfogliata solo grado a grado
i motori degli aeroplani
inarrestabile ripetizione del
freddo
non volontà né ossa della terra solo
quanto possiamo correre lontano
quando il cielo si ripiega su se stesso pioggia di gelo
afferra la statica del cielo delle stelle
caricamento di navi le banchine di porti stranieri
carbone ossa speranza di qualcosa
che giace lontano
commossi dal più profondo
giovani faggi
chiari o nuovi o vento.

*

* 

Minsk

Ich habe nie so viel Schnee gesehen
nicht so viele Landstriche so dick überfroren
kalt und eisstill wie das Land das sich abkehrt von uns
in ein inneres Gespräch senkt sich
die Weite mit der Weite
einige rennen darauf sterben verrecken tausende
graben und ziehen Linien aus Draht in die
vereiste Luft in. Die Wälder sind tief
keiner geht darin
ohne Grund
nur stufenweise Geschichte aufgeblättert
die Propeller der Maschinen
unaufhörliche Wiederholungen der
Kälte
nicht Wille nicht Erdknochen nur
wie weit kann man laufen
wenn der Himmel sich einwärts biegt Eisregen fasst
die Statik des Himmels der Sterne
Schiffsladungen die Docker fremder Häfen
Kohle Knochen Hoffen auf etwas
was fern liegt
angerührt vom Innersten her
junge Buchen
hell oder neu oder Wind.

*

[Anja Kampmann
30.10.1983, Hamburg, Germania] Continua a leggere “Poeti di oggi”

editi

Luciano Neri | Discorso a due

Anthony Hodgkinson

Poesie tratte dall’ultima raccolta di Luciano Neri, Discorso a due (L’Arcolaio 2019). 

*

Prima un corpo viveva
ritirato e distratto
lunga quarantena
quasi è diventato uno
a un palmo dall’altro
ha tenuto fede
alla mancanza – un nido
abitato.
Invece è rimasto due
e lui uno concentrato
a un palmo delle mani
un terzo occhio
vigilava il terreno
le parole confidenti
erano nel suo destino
senza replica una scelta
nelle mani di Abramo
nelle mani di un patriarca
aguzzino Continua a leggere “Luciano Neri | Discorso a due”