editi

Progetto per S.

Alcune settimane fa è uscito Progetto per S. (NEM, 2017), opera prima di Simone Burratti. Il testo che dà il nome alla raccolta è stato pubblicato per la prima volta su formavera, di cui Simone è stato fondatore e redattore. Oggi lo riproponiamo insieme al booktrailer dell’opera.

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1.
Ci sono cose che non potrai mai prendere, come se la tua mano fosse troppo precisa per le misure sopra le molecole. Ogni giorno farai del tuo meglio e non sarà mai abbastanza; manderai giù tutto, ricomincerai. Le notti non ti spaventeranno.
A ogni nuova sconfitta il numero sulla tua fronte aumenterà, si inciderà più a fondo e farà sempre più male, stabile e sotterraneo come una ruga che dà l’espressione.

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2.
L’amore è una cosa invernale, e anche la sua fine. Tutti i pensieri, tutti i gesti sprecati si disperdono nell’aria, fuori dal corpo. E come un freddo ormai dimenticato l’abbandono ritorna, con quelle stesse punte di amarezza, vergogna, di non-bastare-più; bruciando la nostra legna verde accatastata con cura, le rinunce accettate, bruciando tutto ciò che era cambiato, per un anno o per un attimo.

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editoriali

Punto e a capo

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di Andrea Lombardi

[Questo articolo serve a fare il punto della situazione riguardo a formavera e al tempo stesso introduce le novità che caratterizzeranno la rivista in quella che a tutti gli effetti rappresenta una nuova fase del nostro progetto].

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formavera è uno spazio nato dalla volontà di rendere pubblica una posizione, una proposta di linea, un’idea di poesia condivisa. Alla base di questo progetto vi era una ricerca comune, fondata su un dialogo cominciato a Siena e che negli anni si è alimentato grazie all’ingresso di altre voci. Continue reading “Punto e a capo”

inediti

John Ashbery, The Recital

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traduzione di Matilde Manara

Ieri è morto John Ashbery. Per ricordarlo, ripubblichiamo la traduzione del testo The Recital di Matilde Manara.

da Three poems (1972)

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Va bene. Il problema è che non c’è un nuovo problema. Deve solo svegliarsi dal sonno dell’esser parte di qualche altro vecchio problema ed ecco che la sua nuova esistenza problematica avrà inizio, trascinandolo avanti in situazioni che non può affrontare, visto che nessuno lo riconosce e nemmeno lui riconosce se stesso o sa cosa egli sia. È come, all’inizio di una bella giornata, quando tutti gli uccelli cantano tra gli alberi, coglierne la gioia e l’entusiasmo mentre si dispiega, eppure anche il corso di ogni giorno, buono o cattivo, porta con sé difficoltà di ogni tipo, che avrebbero dovuto essere previste ma non lo sono state, cosicché alla fine sembra siano loro a soffocarlo, nella maestosità del tramonto o semplicemente in un’inerzia che si ispessisce poco a poco fino ad affondare in una piatta e amara oscurità. Continue reading “John Ashbery, The Recital”