inediti

Jonathan Di Pietrantonio | Inediti

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Mi chiedo se questa tristezza non sia per caso
una punizione, voluta da una qualche divinità,
dovuta all’aver dato un volto alle cose, averle
precedute, aver scelto
di spiare attraverso le fessure del passato, di guastare
senza rimedio il futuro, i suoi posti, la sua natura,
averne fatto storia.
Prima della memoria il mare davanti casa aveva il pregio
di significare solo se stesso e nient’altro, nessuna
implicazione, né volti né luci né umori, nessun ricordo.
Mi chiedo se la memoria non consista proprio in questo
legiferare su ciò che non si presta, imbrigliare
qualcosa che reagisce e che oppone la sua totale
mancanza di significato, la sua
innocenza, il suo puro esistere.   Continue reading “Jonathan Di Pietrantonio | Inediti”

editi

Joaquim Manuel Magalhães | Os Dias, Pequenos Charcos

Jorge Molder

di Valentina Toschi

*

Os Dias, Pequenos Charcos | I giorni, piccoli stagni

*

PRINCÍPIO

No meio de frases destruídas,
de cortes de sentidos e de falsas
imagens do mundo organizadas
por agressão ou por delírio
como vou saber se a diferença
não há-de ser um pacto novo,
um regresso às histórias e às
árduas gramáticas da preservação.
Depois dos efeitos da recusa
se dissermos não, a que diremos
não?            Continue reading “Joaquim Manuel Magalhães | Os Dias, Pequenos Charcos”

racconti

Giorgio Ghiotti | Racconti

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Il nostro Sur

*

A Veronica

*

 *Eravamo gli unici studenti di Lettere a frequentare il corso di Letteratura ispanoamericana del professor T., Veronica ed io.
*Ci si alzava alle sei del mattino per trovare parcheggio vicino all’università, quasi sempre nel grande spiazzo davanti al Verano, nome strano per un cimitero – avevo letto in Aracoeli che «verano», in spagnolo, significa estate. Alle sette non c’erano macchine, nessuno in visita per i morti ai quali erano riservate le ore più tarde della giornata, quelle più miti. I banchi dei fiori erano aperti dall’alba; la vecchia del banco 1, se passavamo là davanti per risalire verso san Lorenzo dov’erano le aule, chiedeva “Fiori, volete i fiori, belli?” pure quando imparò a riconoscerci, tra novembre e dicembre, che l’umidità della mattina metteva nelle ossa un fastidio e fiaccava anche i muscoli e svegliava dal sonno ancora recente. Continue reading “Giorgio Ghiotti | Racconti”