inediti, saggi

Cosa abbiamo da dire. Poeti italiani a 40 anni | Azzurra D’Agostino

Roberto Crippa, tecnica mista su tela, 1951

di Azzurra D’Agostino

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[In attesa di ripartire con un nuovo ciclo a settembre, durante la pausa estiva ripubblicheremo alcuni materiali usciti nell’ultimo anno. Questo intervento di Azzurra D’Agostino è stato pubblicato il 5 giugno 2017]

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Nel momento in cui mi metto a riflettere su ‘cosa ho da dire’ in poesia, subito si affaccia alla mia mente un chiaro ‘che cosa ho da fare’. Continue reading “Cosa abbiamo da dire. Poeti italiani a 40 anni | Azzurra D’Agostino”

inediti, saggi

Cosa abbiamo da dire. Poeti italiani a 40 anni | Azzurra D’Agostino

Roberto Crippa, tecnica mista su tela, 1951

di Azzurra D’Agostino

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[Mercoledì 5 Aprile 2017, nell’ambito delle attività del Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature antiche e moderne dell’Università di Siena, si è tenuto un incontro di carattere seminariale sul lavoro poetico della generazione di autori nati negli anni ’70. A moderare l’incontro è stato Stefano Dal Bianco. Sono intervenuti Azzurra D’Agostino, Lorenzo Carlucci, Stelvio Di Spigno e Gherardo Bortolotti. Nelle prossime settimane formavera proporrà i loro interventi, seguiti nei giorni successivi da una scelta di versi e prose. Iniziamo oggi con Azzurra D’Agostino.]

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Nel momento in cui mi metto a riflettere su ‘cosa ho da dire’ in poesia, subito si affaccia alla mia mente un chiaro ‘che cosa ho da fare’. Continue reading “Cosa abbiamo da dire. Poeti italiani a 40 anni | Azzurra D’Agostino”

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Compiacimento, connivenza, solidarietà. Contro il villaggio della giovane poesia contemporanea

Damien Hirst - The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living (1991)

formavera va in vacanza, per ripartire a settembre con un nuovo ciclo e alcune novità nel gruppo redazionale. Durante la pausa estiva pubblicheremo alcuni degli editoriali che hanno accompagnato e scandito il nostro percorso, dall’inizio fino ad oggi.
Questo editoriale è stato pubblicato la prima volta nel maggio 2015.

di Andrea Lombardi

Ci troviamo ad operare in un contesto dove prevalgono atteggiamenti di connivenza e compiacimento, connivenza che è anzitutto compiacimento, compiacimento che è anzitutto autocompiacimento. Dato per certo che la poesia non ha più alcun peso, che essa è un gesto anacronistico, inutile, buona solo per chi la fa, un corpo in decomposizione che cerchiamo di rianimare, l’atteggiamento dei giovani poeti è quello del tacito consenso di fronte a tale presupposto – il primo insegnamento che si riceve nella nostra Bildung poetica – che, introiettato, non si fa altro che alimentare in due modi.
Il primo è l’assunzione come imperativo categorico del principio per cui l’unione fa la forza. La giovane poesia contemporanea si presenta come un grande villaggio in cui tutti conoscono tutti, anche senza essersi mai incontrati, a volte anche senza aver mai letto nulla l’uno dell’altro. Un villaggio solidale dove tutti sono amici di tutti perché tutti devono essere amici di tutti. Non avendo più alcun peso ciò che ci ostiniamo a fare, si fa gruppo per sentirsi legittimati a scrivere. E la sede di questo villaggio, fisicamente aperto a tutti, è la rete. Continue reading “Compiacimento, connivenza, solidarietà. Contro il villaggio della giovane poesia contemporanea”