saggi

Nothrop Frye | Sul linguaggio

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(Passi selezionati e tratti da N. Frye, The Great Code: the Bible and Literature 1982 (Il grande codice: la Bibbia e la letteratura, trad. Giovanni Rizzoni, Torino: Einaudi, 1986)

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Linguaggio I

Nell’Esodo (3.14), Dio, sebbene giunga a darsi un nome proprio, definisce se stesso (secondo la AV) come «Io sono ciò che sono», espressione che, come sanno gli studiosi, sarebbe più correttamente tradotta con «Io sarò ciò che io sarò». Se ne deduce che potremmo maggiormente avvicinarci al significato della parola «dio» nella Bibbia se la intendessimo come un verbo, e non un verbo che semplicemente asserisca un’esistenza, ma che indichi piuttosto un processo in via di svolgimento. Si configurerebbe così un tentativo di pensare una nostra via di ritorno a quella concezione del linguaggio in cui le parole sono parole di potenza, espressione di forza e di energia, piuttosto che mere analogie di corpi fisici. In qualche misura ciò significherebbe far ritorno al linguaggio metaforico delle comunità primitive, in sintonia con le nostre precedenti affermazioni sul ciclo del linguaggio e la parola «primitiva» mana. Ma il nostro tentativo si porrebbe pure su un piano di strana contemporaneità con la fisica posteinsteiniana, ove gli atomi e gli elettroni non sono più concepiti come delle cose, quanto piuttosto come tracce di processi. Dio può aver perduto la propria funzione di soggetto o oggetto d’un predicato, ma forse non è così morto da potersi ormai considerare sepolto in un linguaggio morto.
[pp. 39-40] Continue reading “Nothrop Frye | Sul linguaggio”

editi

Fabio Pusterla | Cenere, o terra

Vincent Ganivet

I testi che seguono sono tratti dalla nuova raccolta di Fabio Pusterla, Cenere, o terra, Marcos y Marcos, 2018.

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Via Trinchese

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Mite città del sud corsa dallo scirocco
luce quasi orientale strade bianche;
ma lungo via Trinchese il segno nero
orrido sopra il muro: «Pasolini
appeso». Pasolini chi, ci chiediamo,
Pierpaolo? Ma è già stato massacrato
in vita e in morte: adesso ancora
appeso? Vilipeso
quarant’anni più tardi?  E da chi?

O forse è un altro
Pasolini: il compagno più inviso,
un insegnante odiato o odioso,
un qualsiasi presunto nemico, un tifoso
da massacrare in sogno, da squartare
per sfogare una rabbia che cova?
(Quanti Pasolini massacrabili quanti
massacratori smaniosi… ) E poi:
appeso come, appeso dove?

Appeso come un gerarca
sconciato, sottratto alla parola e all’accusa,
ridotto al silenzio? O appeso ad un fanale,
in una notte bianca e nera di Parigi,
a comporre l’arcana
figura dei tarocchi
da poeta nervoso?  O sotto un ponte
di Londra, sul Tamigi affumicato,
come un banchiere troppo esoso,
troppo pericoloso o troppo inutile
rotella dell’ennesimo mistero
gaudioso d’Italia? Appeso a un gancio
come una bestia sgozzata,
a una putrella a una trave portante,
a un arco di rovina?

O appeso al nulla,
come un bimbo innocente
gettato a riva dal mare
e subito rappreso
in icona del rimorso collettivo
di un’Europa rancorosa
timorosa e divisa
Europa sussiegosa che è caduta
dalla groppa del toro nella polvere sulfurea,

o appeso come noi
oggi qui appesi all’assenza
di un senso di un progetto dignitoso,
con gli occhi persi di fronte
a questa scritta ignobile che parla
per tutti, che dice
il punto dell’orrore forse il punto
di non ritorno, la tempura
in cui friggiamo e geliamo
malmostosi e ancora increduli
che per certo lì vi sia quel che c’è scritto,
che possa quella cosa essere vera? (E lo è.) Continue reading “Fabio Pusterla | Cenere, o terra”

ebook

Il nuovo ebook di formavera

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È online formavera 10, l’ebook che raccoglie i materiali usciti tra gennaio 2017 e giugno 2017, sfogliabile su ISSUUscaricabile in formato PDF. Grafica e impaginazione dell’ebook sono state curate da Letizia Imola, che ringraziamo.

Per scaricare l’ebook in PDF: formavera 10 – Una forma di resistenza

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Immagine: Toti Scialoja, Salita, Collages 1957-1961.