saggi

Stefano Dal Bianco | Distratti dal silenzio

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Giovedì 6 giugno è uscito per l’editore Quodlibet Distratti dal silenzio. Diario di poesia contemporanea di Stefano Dal Bianco, un’ampia raccolta di saggi, interventi, autoanalisi, interviste sulla poesia. L’esito è un attraversamento delle questioni  fondamentali che hanno riguardato la poesia italiana degli ultimi anni, e non solo: «Una forma rara di testimonianza, che oscilla tra la dedizione al silenzio e la volontà di condivisione del dire, come fa la poesia». Pubblichiamo La questione dello sperimentalismo, intervento inedito tenuto da Stefano Dal Bianco al convegno «La questione dello sperimentalismo. In occasione dei quarant’anni del Gruppo ’63», Palermo-Mondello 27-29 novembre 2003.

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eventi

formavera readings

 

Sabato 18 maggio avrà inizio un ciclo di incontri organizzati da formavera in collaborazione con il Circolo Arci Lavoro e Sport di Siena.
Verranno presentati il XIV Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos 2019), in dialogo con tre dei sette autori inclusi (Pietro Cardelli, Carmen Gallo e Raimondo Iemma; modera Marco Villa), la recente ristampa di Ritorno a Planaval di Stefano Dal Bianco (Lietocolle Pordenonelegge 2018; modera Francesca Santucci) e la raccolta Il libro delle cose di Fabio Donalisio (Aragno 2018; modera Daniela Gentile).
Alla Biblioteca Mario Luzi di Firenze, inoltre, i redattori di formavera leggeranno i loro testi, alternandosi con le improvvisazioni musicali di Giovanni Milani e Simone Braco.

saggi

Nei dintorni di Planaval con Stefano Dal Bianco

Ardan, Platanus orientalis

Da poche settimane è uscita, per la collana Gialla Oro di LietoColle, la ristampa di Ritorno a Planaval di Stefano Dal Bianco. Il volume ripropone il testo della prima edizione (Mondadori 2001), seguito da una postfazione inedita di Raffaella Scarpa, uno scritto di poetica dell’autore e un saggio di Fernando Marchiori. Presentiamo l’uscita con un estratto del saggio di Marchiori.

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“Restare senza niente (niente che uno apprezzi) tranne un modo di scrivere, forse non è un male per uno che scrive.” Il dimesso apoftegma di Luigi Meneghello (Le Carte, vol. III) ben si attaglia allo stile e vorremmo dire alla persona di Stefano Dal Bianco. Chi conosca l’autore di Ritorno a Planaval  (Mondadori 2001) – chi ne conosca la biografia e il volto perplesso e la bella mano pronta a tambureggiare metri e discernere versi – potrà leggere infatti tra le righe cose che le parole non dicono che a noi, a ciascuno di noi, e che pertanto sono irripetibili. Restiamo dunque nel luogo che ci viene spalancato, quello della poesia, che qui del resto – come ogni vera poesia riesce a fare, e non ne avremo mai la formula – accoglie e comprende pienamente, tacitamente anche la vita. E non perché l’antinomia vita/scrittura vi sia risolta, ma perché è da quella antinomia, sempre bruciante perché viva, che la poesia nasce.
Per entrare nello spazio di questa poesia dobbiamo – è il poeta che ce lo chiede, ed è il suo modo di venirci incontro – attraversare la soglia, e prima ancora riconoscere che c’è una soglia, che anzi ce ne sono due: una che ci sta già portando dentro e una che ci farà uscire dal libro. Sono soglie prive di insidie, chiare e quasi fisiche nel loro sporgersi verso di noi, nel loro aprirsi fiduciose al nostro passo incerto. Sono i limiti del corpo poetico. Per varcarli occorre un gesto. Anzitutto un gesto di fiducia, poi, alla fine, sul bordo estremo all’altro capo del libro, un gesto e basta. Un gesto e un pensiero. Un gesto che è un pensiero.
Ma soffermiamoci sulla prima soglia: Continue reading “Nei dintorni di Planaval con Stefano Dal Bianco”