• Torquato Tasso, Il mondo creato: quinto giorno

    a cura di Marco Malvestio * * * Il mondo creato: quinto giorno * […] Quando egli disse: “L’acqua omai produca, e seco l’aria partorisca insieme ogni vivo animal che vola e repe”. E nel suo commandar tutti repente i fiumi diventar fecondi e i laghi, e’ vaghi armenti e… Continua⇢

  • Un cielo che attenua le responsabilità. La costruzione del senso in “Una lunghissima rincorsa. Prose brevi” di Jacopo Ramonda /2

    La seconda parte del saggio di Daniele Iozzia. Qui la prima. * 4. Prima di procedere all’analisi di questioni maggiormente legate ai momenti formali, aggiungo ancora un’osservazione sulla sostanza dei modelli attanziali, sull’atmosfera che li circonda, sul significato e sull’elaborazione della loro esperienza. Nel cut-up n. 104, dal titolo “La stasi”,… Continua⇢

  • Un cielo che attenua le responsabilità. La costruzione del senso in “Una lunghissima rincorsa. Prose brevi” di Jacopo Ramonda /1

    La prima parte di un saggio di Daniele Iozzia. * 0. È possibile che soffermarsi a riflettere su qualche aspetto o caso particolare della situazione poetica attuale nel nostro Paese procuri all’osservatore due criticità di partenza: la prima si colloca allo stesso livello di chi produce poesia, coinvolge in maniera… Continua⇢

  • Giovanni Della Casa, quattro sonetti

    a cura di Marco Malvestio *   XXVI1 * Mentre fra valli paludose e ime ritengon me larve turbate e mostri, che tra le gemme, lasso, e l’auro e gli ostri copron venen che ‘l cor mi roda e lime; ov’orma di virtù raro s’imprime, per sentier novi, a nullo ancor… Continua⇢

  • Robert Desnos, canzoniere amoroso /2

    La seconda parte della serie di traduzioni di Jacopo Rasmi da Les Ténèbres di Robert Desnos. Qui la prima parte. *   II. All’infinito * Morirci o bella scintilla morirci Vedere le nubi sciogliersi come neve o eco Origini del sole e del candore, povere in canna Non morire ancora e vedere l’ombra durare… Continua⇢

  • Eugenio De Signoribus, una poesia

    Da Istmi e chiuse (Marsilio, 1996). *   (       ) * luce inerme, irredenta luce che bruci nel mondo inospitale tra i solchi scellerati e i cancelli fissati dalla mente criminale… nell’angolo cieco o nel vuoto delle stanze tu sei, o nel pianto del luminìo campale… il faro ipocrita illumina le bande… Continua⇢

  • Francesca Ippoliti, un inedito

    * I poteri * Sul sogno Aspettano l’apparizione di una donna oppure di un’isola. Magari un giardino. Si alzano in piedi, si siedono di nuovo, passeggiano, dicono cose, respirano anche. L’erba è lucidissima, l’erba è – per fortuna – artificiale: un’ idea nostra di erba. Hanno inventato – loro – l’estate,… Continua⇢

  • Giovanni Della Casa, Canzone XLVII

    a cura di Marco Malvestio * Canzone XLVII * *          Errai gran tempo, e del camino incerto misero peregrin molti anni andai con dubbio piè, sentier cangiando spesso, né posa seppi ritrovar giamai per piano calle o per alpestro ed erto, terra cercando e mar lungi… Continua⇢

  • Ai confini della prosa /1: Julio Cortázar

    Inauguriamo una nuova rubrica di prosa a cura di Simone Burratti. La rubrica proporrà una serie di testi che, oggi più che ieri, pongono il problema della classificazione per generi e, di conseguenza, delle categorie interpretative. L’autore di oggi è Julio Cortázar. (Testi da Julio Cortázar, Storie di cronopios e… Continua⇢