inediti

Ryan Van Winkle, Il mio spirito-dai-cento-anni

The great valley project

Traduzione di Jacopo Rasmi.

*
*

Tredici

_____Gli alberi fuori dalla finestra sono fitti.
Là fuori un uomo potrebbe smarrire se stesso:
farsi crescere i capelli, affratellarsi al cervo. Gli alberi
sanno che il passato ritornerà ancora presente;
se non nella corteccia, allora nel terriccio.

Quando eravamo ragazzi, potevamo sentire così bene
le onde raschiare la scogliera. Ma non potevamo
scorgerne il ciglio. Quattro di noi che correvano
e attraversavano il crepuscolo affollato verso
la spinta della gravità. Una notte mi perdetti
e rami bagnati tastarono il mio viso.
Non avevo mai avuto una donna ma quando l’ebbi,
mi sarei ricordato come la terra fosse un risucchio vellutato.
Mi sfilai la maglietta, la strinsi stretta come una benda
intorno ad un bastone e- con lo zippo di mio fratello
-le diedi fuoco.

Posso ancora scorgere la mia fiamma là fuori:
i miei capelli lunghi al polpaccio, dita affilate.

*

Thirteen

____The trees outside my window are dense.
Out there a man could lose his self ;
grow his hair, brother the deer. The trees
know the past will be present again ;
if not in the bark, then in the mulch.

When we were boys we could hear so well
the waves sanding the cliff. But we could not
see the edge. The four of us running
and cutting in the crowded dusk towards
the push of gravity. One night I got lost
and the wet branches fingered my face.
I’d never had a woman but when I did,
I’d remember how the earth was a velvet suck.
I took off my shirt, wrapped it tourniquet tight
round a stick and — with my brother’s zippo
— lit it up.

I can still see my flame out there ;
my hair shank long, fingers sharp.

*
*
*

Il mio spirito-dai-cento-anni

siede con me quando salta la corrente,
racconta della trota al lago Unkee,

della casa di legno bruciata sulla collina.
Dice che era in intimità con ogni

foglia d’erba. Portava un cappello
per Griswold, un altro per il suo stesso campo,

le possibilità del secolo distese davanti;
una serie infinita di pozze da pesca. Ma

non precedettero mai il mio spirito-
le prendeva come vacche, una alla volta.

Non agognò mai il colore d’una trota
in una pozza distante un miglio.

Riconosceva dal fumo in cielo,
che Mrs Johnson stava iniziando a cenare, e, in marzo,

quando apparvero le candele,
seppe che il ragazzo di Bobby era morto.

Il mio spirito ebbe sempre solo un bar
dove non annacquavano i suoi drink,

dove non sentiva il bisogno di nascondere il suo cappello tarmato,
i suoi quattro stracci, o di spazzolarsi rosa come un neonato.

Il mio spirito ricorda un tempo in cui avresti potuto guardare fuori
senza scovare alcuna Dairy Queen. Avresti potuto sedere

sotto al tuo portico una vita intera senza pensare
alla Cina. Talvolta io vedo il mio spirito

portare girasoli recisi a sua moglie
e sembra così semplice.

Poi, qualche volta, è buio,
é appena tornato dal lavoro e Griswold dice

che non gli alzeranno la paga. E anche allora
la corrente saltava, lunghe notti senza kerosene.

E il mio spirito tenta di vendermi in momenti più semplici:
l’erba morbida, sconfinata-

notti senza luce,
pozze di grilli che cantano.

*

My 100-Year-Old Ghost

sits up with me when the power cuts,
tells about the trout at Unkee’s Lake,

the wood house burned on the hill.
He says he was intimate with every

leaf of grass. Wore one hat
for Griswold, another for his own field,

the possibilities of the century laid out ;
an endless string of fishing pools. But

they never got ahead of my ghost —
he took them like cows, one at a time,

never lusted for the color of trout
in a pool a mile away.

He knew from the smoke in the sky
Mrs. Johnson was starting supper, and, in March,

when the candles appeared,
he knew Bobby’s boy had died.

My ghost only ever had one bar
where the keeper didn’t water his drinks,

nor did he feel the need to hide his moth cap,
his potato clothes, or scrub himself birth pink.

My ghost tells me there was a time you’d look out
and not find a Dairy Queen. You could sit

on your porch a whole life and never think
about China. Sometimes I see my ghost

bringing cut sunflowers to his wife
and it seems so simple.

Then, sometimes, it is dark,
he’s just in from work and Griswold says

they ain’t going to raise his pay. And even back then
the power went out, long nights when they had no kerosene.

And my ghost tries to sell me on simpler times :
the grass soft, endless —

lampless nights,
pools of crickets singing.

*
*
*

Chi-cura-la-tomba

Ogni settimana le mie mani trafficano nel suo sporco.
Il terreno, a volte fertile, dice la gravità si prende tutto.
Ricordo la sua pelle afflosciarsi come un acquilone abbandonato,
la sua testa raggrinzita, pendere dal corpo.

Il terreno, a volte fertile, dice la gravità prende tutto.
In inverno poto i tulipani:
i capi raggrinziti, che pendono dallo stelo.
Seguo il perimetro del sepolcro. Tasto il suo suolo, lo rivolto.

In inverno ho potato i tulipani:
ho spazzato la neve dalla sua testa levigata; le mie mani
seguendo il perimetro del suo sepolcro, hanno tastato il suo suolo, lo hanno rivoltato
soffice come cotone, mendicando la vita primaverile.

Ho scosso la neve dalla sua giovane testa,
con un guanto o un lembo della mia sciarpa,
il più soffice dei cotoni; mendicando la spinta della primavera.
Come il suo corpo, un tempo mio, ora andato in semenza.

Con un guanto o il capo della mia sciarpa,
le avrei sfiorato il volto arrossito, giocando con lei come un micio,
il suo corpo (come il mio, sta andando in semi)
si sfibra e decompone, nonstante questa cura silenziosa.

*

The Grave-tender.

 *

Weekly my hands work in her dirt.
The soil, sometimes fertile, says gravity takes all.
I remember her skin sagging like a lost kite,
her head wrinkled, dangling thin from her body.

The soil, sometimes fertile, says gravity takes all.
I prune the tulips in winter :
heads wrinkled, dangling thin from the stems.
I edge around her stone. Finger her soil, turn it.

I’ve pruned the tulips in winter,
swept the snow from her polished head ; my hands,
edging around her stone, fingered her soil, turned it
soft as cotton, begging the growth of spring.

I’ve swept the snow from her young head
with a mitten or the end of my scarf,
softest cotton ; begging the push of spring.
Like her body, once mine, now gone to seed.

With a mitten or the end of my scarf
I’d tap her blushed face, play her like a kitten.
Her body (like mine, now going to seed)
frays and rots despite this quiet tending.

*
*
*

Cassella: il figlio del pastore

*

La squadra non seguiva i metodi di Cassella, ma
Gesù, come correva lui. Lo faceva sembrare come galleggiare.
Era nato per quello: polpacci come pagnotte, coscie
come fianchi robusti di manzo. Prima, facevamo il giro del lago
poi attaccavamo le ripide colline. Lui ci avrebbe condotto in alto,
le sue pacche da capitano sulle spalle, sulle natiche.
Dopo le corse, con le gambe tremanti, le braccia graffiate,
lo trovavamo che attendeva nel furgone del padre.
Il più rapido si poteva sedere davanti, scegliere il nastro.

Quando il suo nome fece notizia la madre baciò la croce
disse, Gesù. è sempre stato un così bravo ragazzo.

Teneva nascosta la sua scortanella cassetta dei guanti, ci lasciava
ritirare nel retro, pulsanti, con le gambe arse dalla corsa.
Ci portava a casa sua, ascoltavamo the Dead.
Cassella diceva che questo era il momento di stare in comunione,
pregare, parlare di sport, pronunciare le nostre benedizioni,  pentirci
prima di rilassarci nella taverna del padre.
Siamo una squadra, diceva, poi ci faceva chiudere gli occhi,
purificava dolcemente i nostri spiriti, forse le nostre anime.
Nel modo che suo padre gli aveva insegnato loro dicevano.

Di domenica, la mamma raddoppiava la sua offerta,
si tingeva i capelli di rosso nel lavello. Gesù
il pastore diceva, offrendo la preghiera di San Sebastiano.

*

Cassella : The Pastor’s Son

The team did not like Cassella’s methods but
Jesus, he could run. Made it look like floating.
He was born to it : his calves like loaves, thighs
thick sides of beef. First, we’d run the lake loop,
then attack the steep hills. He’d take us on the rise,
our captain patting our shoulders, our butts.
After the runs, legs stammering, arms scratched,
we’d find him waiting in his father’s van.
The fastest could sit up front, choose the tape.

When his name made the news mom kissed her cross
said, Jesus. He was always such a good boy.

He kept his stash in the glove box, let us boys
draw and glow in back, legs burnt from the run.
We’d drive to his house, listen to The Dead.
Cassella said this was our time to commune,
pray, talk sport, speak our blessings, repent
before the “cool down” in his dad’s basement.
We are a team, he’d say, then have us close our eyes,
let him gently clean our spirits, maybe our souls.
In the way that his father taught him, they said.

On Sunday Mom doubled her donation,
dyed her hair red in the sink. Jesus,
the pastor said, offered St. Sebastian’s prayer.

*
*
*

L’acqua è fredda

*

______e mio nonno sta morendo.
Ci sono dentro sino al polpaccio, le ginocchia
solleticate da onde violacee.
Domando alla donna salata,

______“Quanti natanti oggi?”
______Lei risponde nessuno,
______succhia i denti gialli, mente.
Nessuno di quelli grigi è entrato.

______Ma il suo ragazzo, l’ho visto; il suo costato flessibile,
______capezzoli piatti e vene blu,
s’è tuffato in mare. Io ero Aschenbach
che osserva il suo splendido ragazzo.

______L’ho seguito.
Lascio che i miei polmoni s’intorpidiscano,
giaccio nel torbido verde,
______alla deriva nello spettro.

*

The Water is Cold

______and my grandfather is dying.
I’m calf deep in it, my knees
tickled by violet waves.
I ask the salted woman,

______“How many swimmers today ?”
______She says none,
______sucks her orange teeth, lies.
None of the grey ones went in.

______But her kid, I saw him ; his supple ribs,
______flat nipples, and royal blue veins
splashed into the sea. I was Aschenbach
watching her beautiful boy.

______I followed him.
Let my lungs go numb, lay
in the green murk,
______adrift in the spectrum.

*
*
*

Domani gli Uccelli Rossi

______si mangeranno le zanzare morte.
Potrei domandargli quale veleno
c’era nella sua aria, cosa mangiò
e bevve per crescere quando era giovane.

______Devo richiamare, ascoltare
il suo silenzio,
il leggero rantolio
del suo respiro?

______Devo affermare, mettiamo, “questo
è tuo figlio e stavo pensando
al cancro perché gli uomini arancioni
stanno venendo a spruzzare gli alberi”?

______O forse basta
serrare le finestre,
sigillare le fessure, ritirare
il tavolo da pic nic,
______sperando che nulla entri.

*

Tomorrow the Red Birds

*

______will eat the dead mosquitoes.
I could ask him what poison
there was in his air, what he ate
and drank as a boy that made him.

______Do I call, listen
to his silence,
the soft chug
of his breath ?

______Do I call, say, “this
is your son and I’ve been thinking
of cancer ’cause the orange men
are coming to spray the trees”?

______Or do I just
fasten the windows,
caulk the cracks, pull
the picnic table inside,
______hope nothing gets in.

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