inediti

Tommaso Di Dio, quattro poesie

*

Con gli anni la vita si complica
si confonde si immischia
la certezza non si dà
nelle mani mai. Le persone dilatano
s’allargano rughe pance
gli anni sono ricordi nel parco
la stessa strada
che continui a fare e rifare
e gli alberi. Dentro il ventre di una donna
a godere steso con la faccia sporca
sulla terra; nella montagna
fragile delle paure che dilava
cancella
amici case paesi. E ogni mondo
a cui hai creduto come cosa salda e vera
è già di altri negli altri corpi
come una bufera che non riconosci più; che non riesci
ad amare di più.

*
*
*

Provi a gonfiare la pancia.
Tendi il muscolo diaframma e hai
il ventre acerbo non ancora esploso
del terzo mese. Gonfia
trattieni il respiro quasi non ce la fai.
Ridi.

Più tardi, le voci e la strada
la luce fioca, il tavolo; la luna mezzo
storta col cielo nuvolo. Tu che altrove dormi
mentre io mi tengo dentro
il seme premuto; schiacciato
fiato futuro, sconcio slargo.

Nella testa l’idea
di essere padre.

*
*
*

favola

 *

Gli uomini
ritornano a casa. Prima della notte, sempre
richiudono le porte, le finestre. Trattengono
tutto il loro stomaco per essere
ancora un po’, felici
di queste poche vene.

E stendono la tovaglia, si siedono, mangiano.

Stanno insieme
fino alla fine del mondo.

*
*
*

Angera

*

Dall’altra parte del lago
giunge storta
la musica di un piano-bar.
Mia madre ha sessant’anni. Non è petrolio
quest’acqua scossa dal magro vento; né sono
braccia questo buio d’alberi in estate, con il prato
largo, eppure sempre poco, prima che
la pietra lo prenda. Tavolini fuori, bicchieri
mani che sporgono per avere
tempo di dare tempo
alla moglie all’amico al figlio, al fratello. Non è la gioia.
Non è la fatica, la calma
bassa che questa sponda ci regala
a schiarire la mente per un attimo
d’inguaribile presenza. Né sono
le luci tremule oltre l’acqua al di là
che ci tramutano la faccia nella faccia
di una tregua. Sono queste cose che non continuano
dopo di noi, che muoiono
con dolcezza, senza di noi; a farci forti
capaci, come una madre
senza speranza e serena.

*

[inediti, 2010-2012]

3 thoughts on “Tommaso Di Dio, quattro poesie”

  1. tommaso,e’ la prima volta che ti leggo e sono stupita della dolcezza cruda dei tuoi versi che mi hanno stregata.essendo madre,poi,mi e’ piaciuta “padre” particolarmente.
    un grande abbraccio spero di poter fare due chiacchere una mattina di queste.

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