Charles Simic, La slot machine de’ Medici

Tre poesie da Dime-Store Alchemy (2011), ispirate all’opera di Joseph Cornell. Traduzione di Todd Portnowitz.

*
*

Senza titolo (Bébé Marie)
Primo 1940

*

La bambola cicciotta in un bosco di ramoscelli. Gli occhi sono aperti e le labbra e le guance sono rosse. Mentre la mamma faceva altro, lei ha preso la borsa, ha tirato fuori il trucco e si è dipinta la faccia davanti allo specchio. Ora verrà punita.
Una ragazzina viziata con un cappello di paglia che sta per essere bruciata sul rogo. Già si possono vedere le fiamme tra i suoi lunghi capelli, intrecciati ai ramoscelli. Gli occhi sono spalancati, così che possa vederci mentre la guardiamo.
Tutto questo è leggermente erotico e sinistro.

*

Untitled (Bébé Marie)
Early 1940s

*

The chubby doll in a forest of twigs. Her eyes are open and her lips and cheeks are red. While her mother was busy with other things, she went to her purse, took out the makeup, and painted her face in front of a mirror. Now she’s to be punished.
A spoiled little girl wearing a straw hat about to be burnt at the stake. One can already see the flames in her long hair entangled with the twigs. Her eyes are wide open so she can watch us watching her.
All this is vaguely erotic and sinister.

*
*
*

Francobollo con piramide

*

Il bambino solo deve giocare senza far rumore perché i genitori stanno dormendo dopo pranzo. Si mette in ginocchio sul pavimento fra i loro letti e sospinge una macchinina, dentro la quale immagina se stesso seduto. Il giorno è caldo. Nel sonno sua madre ha scoperto il seno come la Sfinge. La macchina, per quel che è, avanza lentamente, le ruote che sprofondano dentro la sabbia. Più avanti, nient’altro che vento, cielo e sabbia ancora.
“Ssst,” dice il padre severamente al vento del deserto.

*
*

Postage Stamp with a Pyramid

*

The lonely boy must play quietly because his parents are sleeping after lunch. He kneels on the floor between their beds pushing a matchbox, inside which he imagines himself sitting. The day is hot. In her sleep his mother has uncovered her breasts like the Spinx. The car, for that’s what it is, is moving very slowly because its wheels are sinking in the deep sand. Ahead, nothing but wind, sky, and more sand.
“Shush,” says the father sternly to the desert wind.

*
*
*

La slot machine de’ Medici

*

Il nome incanta, e pure l’idea – la giustapposizione del ragazzo rinascimentale, la sala giochi e la cabina per fototessere nella metro: cose che al primo parere sembrano mondi totalmente incompatibili – ma poi, in fondo, ci troviamo nelle ‘regioni magiche’ di Cornell, a Times Square e 42nd St.
Il ragazzo ha la faccia di uno che si è perso nelle sue fantasticherie e che sta per appoggiare la fronte al vetro di una finestra. Non ha nessun amico. Nella metro ci sono mendicanti, traffichini, ubriachi, marinai in ferie, puttane adolescenti che gironzolano. L’aria sa di olio fritto, popcorn e urina. Il ragazzo-principe studia i classici latini e si prepara per gli affari dello stato. È caparbio e crudele. Ha già i suoi vizi segreti. Di notte piange fino ad addormentarsi. Fuori, la strada è affollata di palazzi cinematici che proiettano film noir. Uno si chiama Specchio oscuro, un altro La giungla di asfalto. Anche in questi le facce sono spesso ombrose.
«È bello come una ragazza» dice qualcuno. La foto si ripete nella macchinetta come fototessera di passaporto. Fuori la sala giochi i neri lucidano le scarpe, un cieco vende giornali, ragazzi nei jeans stretti si tengono per mano. Ci sono macchinette ovunque e hanno tutti degli specchi. La matta va in giro scribacchiandoci sopra col rossetto. La macchinetta è una sposa tatuata.
Il ragazzo sogna ad occhi aperti. Un’immagine angelica nel buio della metro. La macchinetta, come tutti i miti, ha delle componenti eterogenee. Devono esserci le ruote dentate, gli ingranaggi, altri bravi espedienti. Qualsiasi cosa ci sia, dev’essere ingegnosa. Il nostro sguardo amorevole può accenderla. Una slot machine di poesia con un jackpot di significati incommensurabili attivati dalla nostra fantasia. Il suo repertorio mistico si serve di tante immagini. Il principe svanisce e altri giovani nobili prendono il suo posto. Appare per un attimo Lauren Bacall. Alle tre di notte, la macchinetta di chewing gum sulla piattaforma deserta, con lo specchio appena strofinato, è la nuova icona sforna-miracoli della Santa Vergine.

*
*

Medici Slot Machine

*

The name enchants, and so does the idea—the juxtaposition of the Renaissance boy, the penny arcade, and the Photomat in the subway; what seem at first totally incompatible worlds—but then, of course, we are in Cornell’s “magic regions” of Forty-second Street and Times Square.
The boy has the face of one lost in reverie who is about to press his forehead against a windowpane. He has no friends. In the subway there are panhandlers, small-time hustlers, drunks, sailors on leave, teen-aged whores loitering about. The air smells of frying oil, popcorn, and urine. The boy-prince studies the Latin classics and prepares himself for the affairs of the state. He is stubborn and cruel. He already has secret vices. At night he cries himself to sleep. Outside the street is lined with movie palaces showing film noirs. One is called Dark Mirror, another Asphalt Jungle. In them, too, the faces are often in shadow.
“He is as beautiful as a girl,” someone says. His picture is repeated in passport size on the machine. Outside the penny arcade blacks shine shoes, a blind man sells newspapers, young boys in tight jeans hold hands. Everythere there are vending machines and they all have mirrors. The mad woman goes around scribbling on them with her lipstick. The vending machine is a tattooed bride.
The boy dreams with his eyes open. An angelic image in the dark of the subway. The machine, like any myth, has heterogeneous parts. There must be gear wheels, cogs, and other clever contrivances attached to the crank. Whatever it is, it must be ingenious. Our loving gaze can turn it on. A poetry slot machine offering a jackpot of incommensurable meanings activated by our imagination. Its mystic repertoire has many images. The prince vanishes and other noble children take his place. Lauren Bacall appears for a moment. At 3 A.M. the gum machine on the deserted platform with its freshly wiped mirror is the new wonder-working icon of the Holy Virgin.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...