Senza categoria

Contro gli oggetti (nota per un’essenzialità orizzontale)

almejd-cigni

*
di Marco Villa

*

Viviamo nella versione più astratta di una forma di vita già di per sé astrattissima come quella del capitalismo tardo. Tra la moltitudine di oggetti di cui ci circondiamo quotidianamente non si contano quelli che offrono espansioni e rielaborazioni immateriali della nostra esistenza: schermi televisivi, interfacce per la comunicazione virtuale, generatori di mondi possibili in cui giochiamo al surrogato di noi stessi, dispositivi per la riproduzione di suoni in differita, immagini “a scopo presentativo”di prodotti e di bisogni – e talvolta, tutto questo condensato in un singolo oggetto feticcio. In una situazione di virtualità diffusa, di cui ciascuno fa continuamente esperienza, l’atteggiamento della poesia nei confronti del mondo oggettuale non può essere più quello ancora validissimo solo qualche decennio fa. La conquista degli oggetti alla poesia “alta e tragica” è stato un passo fondamentale per l’evoluzione novecentesca del genere, certo. Ma anche su questo versante le nostre vite sono cambiate con estrema velocità, e l’“assedio delle cose” che aveva già progressivamente sfondato la dizione selettiva di Montale ora è una realtà acquisita, che nella sua ultima versione digitale può fare tranquillamente a meno della presenza effettiva dell’oggetto stesso. Ciò che allora l’apertura del dettato poetico alle cose di tutti i giorni rappresentava in termini di liberazione, di ampliamento, di onestà, di critica e quant’altro, oggi ha perso ogni implicazione euforica contemporaneamente al proprio ancoraggio nella comune esperienza quotidiana. Continue reading “Contro gli oggetti (nota per un’essenzialità orizzontale)”

Senza categoria

EDITORIALE: L’autore indifferente

Giulio Paolini - Il bello ideale

formavera va in vacanza, per ripartire a settembre con un nuovo ciclo e alcune novità nel gruppo redazionale. Durante la pausa estiva pubblicheremo alcuni degli editoriali che hanno accompagnato e scandito il nostro percorso, dall’inizio fino ad oggi.
Questo editoriale è stato pubblicato la prima volta nel maggio 2014.

*

di Simone Burratti

“In my room, the world is beyond my understanding;
But when I walk I see that it consists of three or four hills and a cloud.”
                                                            W. Stevens

La scrittura di cui vorremmo parlare non ha niente o quasi niente in comune col suo autore, con la sua biografia e i suoi interessi, con la sua capacità di rappresentare il mondo attraverso una voce e uno stile unici, personali. Al contrario, è una scrittura radicalmente appiattita sul suo tempo, in cui l’eccezionale è sempre percepito come ennesimo, e che quindi preferisce al discontinuo l’ampio spazio di vita comune a tutti, libero dalle declinazioni di una personalità, dalla sua mediazione emotiva o intellettuale; spazio di vita inevitabilmente indifferente, avaro di vette o punte, ma anche scomodo ai fini di una retorica di se stessi, di un discorso brillantemente autoreferenziale. Continue reading “EDITORIALE: L’autore indifferente”

Senza categoria

Parco Poesia, o Del dilettantismo

Photography Installation, Boltanski

di Simone Burratti

Ho avuto modo di partecipare a Parco Poesia una sola volta, tre edizioni fa. In quell’occasione, la mia lettura è stata interrotta e conclusa in medias res da un tempestivo applauso, essendo involontariamente fuoriuscito dai tempi massimi (tre minuti, come ho scoperto in seguito), nonché coronata da un terzo tempo di “accesa discussione” con Isabella Leardini dietro le quinte. Da questo episodio, in realtà più pittoresco di come l’ho descritto, e che mette in evidenza in primis il narcisismo del suo protagonista, si possono dedurre almeno altre due cose: la disattenzione da parte degli organizzatori, che avevano specificato il limite massimo dei testi ma non il limite massimo di tempo, nonostante avessero ricevuto in precedenza il mio file con la selezione; il fatto, più importante, che si sia dato praticamente per scontato che una lettura di quattro poesie non possa durare più di tre minuti, sottintendendo con ciò che un testo poetico sia di norma non breve ma addirittura brevissimo.
La seconda osservazione, all’apparenza banale e pedante, può in realtà dirci molto su Parco Poesia, il sito relativo e le continue polemiche che li riguardano, diventate ormai parte integrante della prassi promozionale dell’evento. Le critiche rivolte a Parco Poesia sono pressappoco le seguenti: una visione della poesia edulcorata e dilettantistica, una politica interna “amicale” e troppo concentrata sull’asse Bologna-Rimini, la tendenza a selezionare autori che “scrivono tutti uguale”, molti dei quali provenienti dal laboratorio di poesia portato avanti da Isabella Leardini stessa per gli studenti delle scuole superiori. Ora: un festival letterario è prima che ogni altra cosa un’operazione di diffusione. In quanto tale, esiste già di per sé come formula di compromesso, cosa che permette di estendere alcune delle suddette critiche – avanzate spesso da chi non crede nella promozione culturale, se non da chi ai festival non viene proprio invitato – a molti altri eventi letterari. Perché allora, ogni anno, le polemiche si concentrano sull’attività di Isabella Leardini e non, per esempio, su La Punta della lingua o Poetitaly, o su rassegne volutamente più di nicchia, come RicercaBo? E perché, ogni anno, mi ritrovo a condividerle?

Continue reading “Parco Poesia, o Del dilettantismo”