Adília Lopes (pseudonimo di Maria José da Silva Viana Fidalgo de Oliveira), la poetessa portoghese che dava voce ai balzi surreali della mente, scavando nell’infanzia per riportare alla luce una lingua unica e dimenticata, per dissotterrare i nostri giochi più tenebrosi e kitsch, le nostre angosce più recondite, è morta lo scorso dicembre, a Lisbona, all’età di 64 anni. Questi testi sono tratti dal libro «Lo scollo della donna di spade», una raccolta di poesie uscita nel 1988, quando Adília Lopes ancora non era la poetessa di culto che è diventata dopo. Per presentarla non trovo nulla di meglio delle sue stesse parole: «Adília Lopes e Maria José da Silva Viana Fidalgo de Oliveira sono una e la stessa persona. Sono io. Come un papavero è poppy. E molti altri nomi che non so. Adília Lopes è acqua allo stato gassoso, Maria José è la stessa acqua allo stato solido. Sono una donna, sono portoghese, sono lisboeta, sono poetessa, sono linguista (lo siamo tutti), sono fisica, sono bibliotecaria, sono documentalista, sono miope, sono nata il 20 aprile 1960, sono nubile, non ho figli, sono cattolica, ho gli occhi castani, sono alta 1.56, in questo momento peso 80 chili, porto i capelli corti dal 1981, i capelli sono castano scuro con molti fili bianchi. Sono eccetera eccetera».

LO SCOLLO DELLA DONNA DI PICCHE

(Storie d’amore)

I. I disastri di Sofia

Ricordi d’infanzia

*

Ci piaceva molto la marmellata ai lamponi

e ci diedero più marmellata ai lamponi

del solito

ma

la nostra domestica nostra zia dentro alla marmellata ai lamponi

per il nostro bene

perché eravamo malati

avevano nascosto cucchiaiate di medicina

che era cattiva

la marmellata ai lamponi non sapeva più della stessa cosa

e aveva filamenti bianchi

questo ci successe una volta e fu abbastanza

non saltellammo mai più perché ci sarebbe stata

la marmellata ai lamponi come dolce

non facemmo più nessun saltello

non si riesce nemmeno a dire

quanto fosse cattiva la medicina della nostra infanzia!

com’era dolce la marmellata dolce della nostra infanzia!

quando scoprimmo l’inghippo

della marmellata ai lamponi con medicina dentro

restammo zitti

dopo qualcuno ci parlò dell’entropia

imparammo che non si separa gratis

la marmellata ai lamponi dalla medicina mescolata

succede così nei libri

succede così nelle infanzie

e i libri sono come le infanzie

che sono come le colombine della Catrina

una è mia

l’altra è tua

l’altra è di un’altra persona

II. Le ragazze esemplari

*

Io voglio

un paio di guanti

di che colore non so

per spogliarmi le mani

non pensare che sia per nascondere le mani

che io voglio spogliarmi le mani

non ho paura delle impronte digitali

è per spogliare le mani

è questo proprio solo questo

non vale la pena di aprire le dita dei guanti

dito a dito

con la spatola di legno

non vale la pena di spargere 

talco dentro alle dita

quei guanti vanno bene

per spogliarsi le mani?

mi faccia vedere la sua mano

I
com’è la sua mano

come se l’è fatta questa?

potevo rispondere così

Me gusta ver la sangre!

Il vestito color salmone

*

Povera me ho inaugurato il vestito color salmone

al mio primo ballo

per tutto il ballo sono rimasta seduta su una sedia

nessuno mi ha invitata a ballare

a una ragazza importuna

che mi ha chiesto perché 

non ballassi

ho risposto io non so ballare

lei ha insistito perché andassi

a bere un bicchiere di champagne

io ho accettato

ma non fu quella la volta in cui bevvi champagne

per la prima volta

perché la ragazza mi rovesciò il bicchiere

addosso

credo lo fece apposta

con la macchia il vestito smise di essere della festa

iniziò a essere di tutti i giorni

in un corto viaggio in treno

una favilla del treno (che era a legna)

lo bruciò sul polsino

fu facile sostituire il polsino

perché al Penim dove mia madre aveva comprato

il tessuto al taglio color salmone

c’era ancora quel tessuto color salmone

ma durante una gita al mare

mi sedetti su uno scoglio

e quando mi alzai precipitosamente

perché vidi che sarebbe caduto un fulmine

il vestito s’impigliò allo scoglio

e si strappò irrimediabilmente 

svestendolo vidi che il vestito aveva già

la forma del mio corpo

lo strappai a pezzi

e mi tenni i pezzi

nel cesto degli stracci

da uno dei pezzi si fece un vestito

per la bambola della mia sorella più piccola

e da questo più tardi si fece un vestito

per la figlia della bambola della mia sorella più piccola

che era una bambola più piccola

che cadde in un pozzo

No more tears

*

Quante volte mi sono chiusa a piangere

nel bagno della casa di mia nonna

lavavo gli occhi con lo shampoo

e piangevo

piangevo per via dello shampoo

poi finirono gli shampii

che facevano bruciare gli occhi

no more tears disse Johnson & Johnson

le madri sono figlie delle figlie

e le figlie sono madri delle madri

una madre lava i capelli all’altra

e hanno tutte capelli di bambine bionde

per piangere non possiamo più usare lo shampoo

e a me piacerebbe piangere per ore di fila

e piangevo

senza un dispiacere senza un dolore senza un fazzoletto

senza una lacrima

chiusa a chiave nel bagno

della casa di mia nonna

dove oltre a me c’ero solo io

mi chiudevo anche nell’armadio grande

ma un armadio non si può chiudere da dentro

non si è mai visto un vestito piangere

La borsettata

*

Una volta

c’erano cose che oggi non ci sono

per esempio

la doppietta costituita

dal ragazzo spudorato

e dalla ragazza a modo

il ragazzo spudorato

aspetta che la ragazza a modo

giri l’angolo

carica di pacchetti

la borsetta schiacciata tra il braccio

e la giacca

dal bel taglio

per scontrarsi con lei

chiedere scusa

aiutarla a raccogliere i pacchetti

approfittarne per guardarle le calze

le calze hanno sempre una cucitura

la ragazza a modo

sospetta lo scontro

intenzionale

la ragazza a modo

non ha mezze misure

afferra la borsetta

e la sbatte 

sulla testa del ragazzo spudorato

a tutta forza

borsette di quella durezza

non se ne fabbricano più oggi

la borsettata (un’altra cosa estinta)

è l’inizio dell’innamoramento

e la ragazza a modo

diventa via via più dolce

il ragazzo spudorato

diventa via via meno birbante

in fondo hanno entrambi un buon cuore

la ragazza si sistema in un punto sul bordo della giostra

il ragazzo si aggrappa a un palo della giostra

e ogni volta che la giostra fa un giro completo

il ragazzo dà un bacio alla ragazza

il ragazzo ha una calamita in bocca

la ragazza ha una bocca di ferro

non sempre il ragazzo centra la bocca della ragazza. 


O DECOTE DA DAMA DE ESPADAS

(Histórias de amor)

*

I.   Os desastres de Sofia

Memórias das infâncias

*

Gostávamos muito de doce de framboesa
e deram-nos um prato com mais doce de framboesa
do que era costume
mas
a nossa criada a nossa tia-avó no doce de framboesa
para nosso bem
porque estávamos doentes
esconderam colheres do remédio
que sabia mal
o doce de framboesa não sabia à mesma coisa
e tinha fiapos brancos
isso aconteceu-nos uma vez e chegou
nunca mais demos pulos por ir haver
doce de framboesa à sobremesa
nunca mais demos pulos nenhuns
não podemos dizer
como o remédio da nossa infância sabia mal!
como era doce o doce de framboesa da nossa infância!
ao descobrir a mistura
do doce de framboesa com o remédio
ficámos calados
depois ouvimos falar da entropia
aprendemos que não se separa de graça
o doce de framboesa do remédio misturados
é assim nos livros
é assim nas infâncias
e os livros são como as infâncias
que são como as pombinhas da Catrina
uma é minha
outra é tua
outra é doutra pessoa

II. As meninas exemplares

Eu quero

um par de luvas

de que cor não sei

para desvestir as mãos

não pense que é para esconder as mãos

que quero desvestir as mãos

não tenho medo das impressões digitais

é para desvestir as mãos

é isso mesmo só isso

não vale a pena abrir os dedos das luvas

dedo a dedo

com a espátula de madeira

não vale a pena deitar pó

de talco dentro dos dedos

essas luvas servem

para desvestir as mãos?

Deixe-me ver a sua mão

I

como tem a mão

como é que fez isso?

podia responder-lhe assim

Me gusta ver la sangre!

O vestido cor de salmão

*

Ai de mim estreei o vestido cor de salmão
no primeiro baile a que fui
durante o baile fiquei sentada numa cadeira
ninguém me convidou para dançar
a uma rapariga importuna
que me perguntou porque é que eu
não dançava
respondi eu não sei dançar
ela insistiu comigo para que eu
bebesse uma taça de champagne
eu acedi
mas não foi dessa vez que bebi champagne
pela primeira vez
porque a rapariga entornou a taça
no meu colo
julgo que propositadamente
com a nódoa o vestido deixou de ser para bom
passou a ser para bater
durante uma viagem curta de comboio
uma faúlha do comboio (que era a lenha)
queimou-o no punho
foi fácil substituir o punho
porque no Penim onde a minha mãe tinha comprado
o corte de tecido cor de salmão
ainda havia esse tecido cor de salmão
mas durante um passeio à praia
sentei-me numa rocha
a ao levantar-me precipitadamente
por ver que ia rebentar uma trovoada
o vestido ficou preso à rocha
e rasgou-se irremediavelmente
ao despi-lo vi que o vestido tinha já
a forma do meu corpo
rasguei-o em pedaços
e guardei os pedaços
na cesta dos trapos
de um dos pedaços fez-se um vestido
para a boneca da minha irmã mais nova
e deste mais tarde fez-se um vestido
para a filha da boneca da minha irmã mais nova
que era uma boneca mais pequena
que caiu a um poço

No more tears 

*

Quantas vezes me fechei para chorar
na casa de banho da casa da minha avó
lavava os olhos com shampoo
e chorava
chorava por causa do shampoo.
depois acabaram os shampoos
que faziam arder os olhos,
no more tears disse Johnson & Johnson.
as mães são filhas das filhas
e as filhas são mães das mães.
uma mãe lava a cabeça da outra
e todas têm cabelos de crianças loiras.
para chorar não podemos usar mais shampoo
e eu gostava de chorar a fio,
e chorava,
sem um desgosto sem uma dor sem um lenço
sem uma lágrima,
fechada à chave na casa de banho
da casa da minha avó,
onde além de mim só estava eu.
também me fechava no guarda-vestidos grande
mas um guarda-vestidos não se pode fechar por dentro
nunca ninguém viu um vestido a chorar. 

O golpe da carteira

*

Antigamente

havia coisas que hoje não há

por exemplo

o par constituído

e pela rapariga às direitas

o rapaz atrevido

espera que a rapariga às direitas

volte à esquina

carregada de embrulhos

a carteira apertada entre o braço

e o casaco de bom corte

para esbarrar com ela

pedir desculpa

ajudá-la a apanhar os embrulhos

aproveitar para lhe ver as meias

as meias têm sempre costura

a rapariga às direitas

suspeita o choque

de intencionalidade

a rapariga às direitas

não é de meias-medidas

agarra na carteira

e dá com ela

na cabeça do rapaz atrevido

com toda a força

carteiras daquela dureza

já não se fabricam hoje

o golpe da carteira (outra coisa que desapareceu)

é o começo do namoro

a rapariga às direitas

vai-se tornando cada vez mais doce

o rapaz atrevido

vai-se tornando cada vez menos malandro

no fundo têm os dois bom coração

a rapariga fixa-se num ponto da borda do carrousel

o rapaz agarra-se a um pilar do carrousel

e sempre que o carrousel dá um beijo na rapariga

o rapaz tem um íman na boca

a rapariga tem uma boca de ferro

nem sempre o rapaz acerta na boca da rapariga

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Foto di Orecchie d’Asino

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