inediti

Rodolfo Zucco | Inediti

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Mercoledì 10 luglio alle ore 18.30, al Circolo Arci Lavoro e Sport di Siena, Rodolfo Zucco leggerà poesie tratte dal Bubuluz (edizioni del verri, 2017) e testi inediti, per l’ultimo, non programmato appuntamento del ciclo formavera readings.
Oggi pubblichiamo tre nuove poesie.

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Leggere ad alta voce Pasternàk

*

Un che di vigile
e di smarrito, come negli attimi dilatati
che precedono il sonno e accompagnano
il risveglio ‒
*                     *trasformano l’ombra
proiettata sul muro da uno stoppino acceso
in abnormi figure negroidi.
*                                                 *Timbri,
crome, quarti: leggere
ad alta voce Pasternàk…

*                                            *I campi
era come se li vedessi nel delirio
della febbre, durante una grave malattia;
il bosco, invece, nello stato di lucidità
dell’uomo guarito ‒
*                                  *e mi pareva
che nel bosco abitasse Dio ‒ sui campi
sogghignasse il beffardo
riso del diavolo. Continua a leggere “Rodolfo Zucco | Inediti”

editi, inediti

Stéphane Mallarmé | Conflit

Damiàn Ortega, Casino

Traduzione di Matilde Manara

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CONFLITTO

Era da tempo, da molto tempo ormai – credevo – che la mia idea si dispensava da qualsiasi accidente anche vero; preferendo, al caso, attingere al suo principio, lo scaturire.

Un gusto per una casa abbandonata, che sembrerebbe favorire questa disposizione, mi porta a smentirmi: tanta era la contentezza che verdeggiava, ogni anno tranne questo, la scala esterna di pietra, di spingere contro i muri una persiana invernale per poi raccordare, come senza interruzione, l’occhiata di adesso allo spettacolo immobile di un tempo. Garanzia di ritorni fedeli, ma ecco che questo battito, tarlato, scandisce un baccano, ritornelli, alterchi, di sotto: mi ricordo di come sopraggiunse la leggenda della triste dimora di cui infesto l’angolo intatto, invasa da una banda di lavoratori che offendono il paese perché tutto solitudine, e al momento di partire mi angosciò, andare o no, mi fece quasi esitare – arrivederci, tanto peggio! Il posto sarà da difendere, come mio, magari arbitrariamente, e ci sono. Una tenerezza, d’ora in avanti esclusiva, dovuta al fatto che, nella soppressione dei luoghi ameni, questi abbia ricevuto l’ingiuria peggiore; ospite, divento, del suo declino: inverosimilmente, il soggiorno caro per la desuetudine e l’eccezionalità, trasformato dal progresso in una mensa per operai di ferrovia. Continua a leggere “Stéphane Mallarmé | Conflit”

inediti

Emanuele Franceschetti | Inediti

Mariano-Rossano-Una-vita-

Massimo, la pena temeraria
di scrivere, d’essere amanuensi, come dici
è immaginare che quest’esattezza, questa misura
del canto, non salverà nessuno dalla morte.
Forse il cuore screpato muove al gesto
che illumina e rammemora.
Forse sta in quest’azzardo ascensionale
il limite del mondo.
(o questo lo immagina chi non crede
che dopo il movimento verticale
vi sia l’ultimo approdo, un’altra consistenza)

(a Massimo Morasso) Continua a leggere “Emanuele Franceschetti | Inediti”