yves bonnefoy

Della parola poetica. Dieci frammenti

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di Antonio Prete

[Il testo è presente nel numero in uscita di “Anterem“. La Redazione di formavera ringrazia l’Autore per la concessione dei frammenti.]

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Nella parola che diciamo poetica la lingua fa esperienza del suo estremo. L’invisibile prende la luce dell’apparire. (altro…)

Yves Bonnefoy, Insieme ancora

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a cura di Jacopo Rasmi

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Ensemble encore è un poemetto presente in Ensemble encore. Suivi de Perambulans in noctem (Mercure de France, 2016), l’ultima raccolta pubblicata in vita da Yves Bonnefoy. In ricordo del poeta francese eccone una traduzione inedita di Jacopo Rasmi.
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Insieme ancora
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I.

È strano, non vi riconosco.
Fa così buio che più non vedo il vostro volto
Nonostante nei vostri occhi questa luce
Cangiante così lontana laggiù.
Capisco che voi tutti, voi non siete più
Al mio fianco che una sola presenza,
A cui allungare la coppa, non so
Né lo voglio, la poso, un momento.
Scorgendo le vostre mani,
Le tocco con le mie, può bastare. (altro…)

Yves Bonnefoy, Raturer outre

Barnett Newman, Fifth Station (1962)

In ricordo di Yves Bonnefoy, scomparso ieri, ripubblichiamo alcune traduzioni di Jacopo Rasmi dalla raccolta Raturer outre (Galilée, 2010) di Yves Bonnefoy. In coda una nota del traduttore.

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La rivoluzione di notte

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“Padre, non vedi che brucio?” Ma lui, no,
Lui lascia le porte sbattere, il fuoco avanza
Di corridoio in corridoio nel suo destino,
Non ci son più porte: solo fiamme.

Ed è vero: perché mai tutto questo desiderare
Ma senza potere? Aver voluto parlare
Ma senza frasi per dire? Avere rimpianti
Ma solo, senza che un altro abbia potuto capire?

L’oblio ha avvolto il poco che fu,
Mi parve che rifiutasse la speranza,
Voleva solo fuoco per i rami secchi.

Andavamo per strade, talvolta, la sera,
Rosse al loro estremo sul viale,
Ma non sapevamo nulla, non parlavamo.

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La révolution la nuit

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« Père, ne vois-tu pas que je brûle ? » Mais lui,
Non, il laisse les portes battre, le feu prend
De couloir en couloir dans son destin,
Il n’y a plus de portes, rien que des flammes.

Et c’est vrai : à quoi bon tant désirer
Mais sans pouvoir ? Avoir voulu parler
Mais sans phrases pour dire ? Avoir regret
Mais seul, et sans qu’un autre ait pu comprendre ?

L’oubli a recouvert le peu qu’il fut,
Il me parut qu’il disait non à l’espérance,
Ne voulait que le feu pour le bois mort.

Nous allions par des rues, parfois, le soir.
Rouge en était le bout sur l’avenue,
Mais nous ne savions rien, nous ne parlions pas. (altro…)