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William Logan, Il nudo che rimane nudo

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William Logan (1950; Boston, MA) è un poeta e critico americano. Considerato uno dei più importanti critici di poesia negli Stati Uniti e, affettuosamente, «l’uomo più odiato della poesia americana», collabora regolarmente con The New York Times Book Review e The New Criterion ed è vincitore del National Book Critics Circle Award in Criticism per il suo libro di critica, The Undiscovered Country: Poetry in the Age of Tin (Columbia University Press, 2008). Il suo decimo libro di poesia, Madame X (Penguin) è uscito nel 2012. È professore di Creative Writing alla University of Florida.
Il testo che pubblichiamo, nella traduzione di Simone Burratti, è uscito il 1° aprile 2013 sulla rivista Poetry (qui la versione originale). Ringraziamo l’autore per la concessione.

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IL NUDO CHE RIMANE NUDO

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Non fare quello che fanno tutti gli altri coglioni.

Non provare ad abbellire la tua poesia. Non stai decorando un dolcetto, dolcezza.

Non pensare di essere l’unico stronzo al mondo che soffre, ma scrivi come se lo fossi.

Non mangiare il pane di qualcun altro. Dove “mangiare” sta per “rubare”. “Pane” per “donna”. “Donna” per “stile”.

Non essere la puttana di nessuna forma predefinita.

Non pensare che se trasgredisci una forma, o ignori la metrica, nessuno se ne accorgerà. Lo scopriranno, e ti prenderanno per scemo. Non credere che sia impossibile trasgredire la forma. Se lo farai bene, ti prenderanno per genio. Continua a leggere “William Logan, Il nudo che rimane nudo”