saggi

Maurice Blanchot, La voce e non la parola

pierre alechinsky, ant hill

di Maurice Blanchot

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[Quello che segue è il secondo elemento del dittico di paragrafi tratto da M. Blanchot, La conversazione infinita. Scritti sull’insensato gioco di scrivere, Einaudi, Torino 2015, pp. 316-318. Il primo paragrafo, pubblicato lo scorso lunedì, si può leggere qui.]

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Bisognerebbe domandarsi perché, in un’epoca in cui la letteratura tende in modo dichiarato a prendere il sopravvento in virtù dell’esigenza romantica, sia privilegiata proprio la voce, e perché il privilegio della voce si imponga all’ideale poetico. Continue reading “Maurice Blanchot, La voce e non la parola”

saggi

Maurice Blanchot, Dallo scritto alla voce

Anselm Kiefer, Margarethe

di Maurice Blanchot

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[Quella che segue è la prima parte di una riflessione accolta in un dittico di paragrafi concettualmente coeso, tratta da M. Blanchot, La conversazione infinita. Scritti sull’insensato gioco di scrivere, Einaudi, Torino 2015, pp.315-316.]

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Diciamo qualcosa di più tranquillo e riprendiamo il procedimento nel momento più classico. Il linguaggio rappresenta. Non esiste ma funziona. Più che per dire, funziona per ordinare. Continue reading “Maurice Blanchot, Dallo scritto alla voce”

editoriali

Editoriale: Una forma di resistenza

toti-scialoja-salita-collages-1957-1961

di Pietro Cardelli e Daniele Iozzia

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Nella situazione in cui siamo ciò che ci è imposto, o meglio, l’unica via di fuga affrontabile e percepibile, è una forma di resistenza, innanzitutto resistenza non-specificata. Il noi che sta parlando (questo ci un po’ nascosto, lacerato ma sfrontato), in bilico sul bordo del Continue reading “Editoriale: Una forma di resistenza”