scrittura

Maurice Blanchot, La voce e non la parola

pierre alechinsky, ant hill

di Maurice Blanchot

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[Quello che segue è il secondo elemento del dittico di paragrafi tratto da M. Blanchot, La conversazione infinita. Scritti sull’insensato gioco di scrivere, Einaudi, Torino 2015, pp. 316-318. Il primo paragrafo, pubblicato lo scorso lunedì, si può leggere qui.]

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Bisognerebbe domandarsi perché, in un’epoca in cui la letteratura tende in modo dichiarato a prendere il sopravvento in virtù dell’esigenza romantica, sia privilegiata proprio la voce, e perché il privilegio della voce si imponga all’ideale poetico. (altro…)

Maurice Blanchot, Dallo scritto alla voce

Anselm Kiefer, Margarethe

di Maurice Blanchot

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[Quella che segue è la prima parte di una riflessione accolta in un dittico di paragrafi concettualmente coeso, tratta da M. Blanchot, La conversazione infinita. Scritti sull’insensato gioco di scrivere, Einaudi, Torino 2015, pp.315-316.]

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Diciamo qualcosa di più tranquillo e riprendiamo il procedimento nel momento più classico. Il linguaggio rappresenta. Non esiste ma funziona. Più che per dire, funziona per ordinare. (altro…)