inediti

William Carlos Williams, La primavera e tutto il resto | Traduzione di Tommaso di Dio, II parte

fresh_hybrid 2008

La prima parte, con l’introduzione di Tommaso Di Dio, è qui.

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Capitolo VI

Adesso, nell’immaginazione, tutta la carne, tutta l’umana carne è rimasta morta sulla terra per dieci milioni, dieci miliardi di anni. L’uccello è diventato una pietra nel di cui cuore un uovo, non deposto, rimase nascosto.

È primavera! Ma, miracolo dei miracoli, un miracoloso miracolo ha gradualmente preso forma durante questi apparentemente aridi eoni. Attraverso le regolate sequenze di tempo innominabili, L’EVOLUZIONE HA RIPETUTO SE STESSA DAL PRINCIPIO.

Buon Dio!

Ogni passo una volta intrapreso dal primo avanzamento verso la razza umana, dall’ameba fino al più alto tipo di intelligenza, è stato duplicato, ogni passo, esattamente parallelo a quello che gli precedette nelle epoche morte spazzate via. Ne risulta un perfetto plagio. Tutto è, ed è nuovamente. Soltanto l’immaginazione non si fa ingannare.

A questo punto, l’intero complicato e laborioso processo inizia ad avvicinarsi ad un nuovo giorno. (Di questo, al Capitolo XIX). Ma per il momento ogni cosa è fresca, perfetta, ricreata.

Infatti adesso, per la prima volta, ogni cosa È nuova. Adesso infine il perfetto effetto sta per essere volontariamente scoperto. I termini “veracità” “attualità” “reale” “naturale” “sincero” stanno per essere discussi in dettaglio, ogni parola essendosi evoluta a partire da un’altra identica discussione che ebbe luogo l’altro ieri.
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