recensioni

Franca Mancinelli, le metamorfosi del silenzio (su ‘Libretto di transito’)

Andrew Birkdi Roberto Lamantea

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In uno storico saggio, l’introduzione della traduzione einaudiana delle poesie di Georg Trakl nel 1979, Ida Porena scrive che «il silenzio è per Trakl condizione necessaria all’emergere della parola che lo conserva». Nella poesia di Trakl il silenzio è disegnato dagli azzurri di stagni e boschi, figure misteriose, uccelli neri su cieli viola, rami magri e contorti, fantasmi di bambini; la parola – figlia della storia – è al margine dell’ammutolire, la macelleria della prima guerra mondiale (da cui il poeta austriaco uscì folle) trasforma la poesia in un canto dove la voce è uno spettro mentale, un silenzio arcano. Continue reading “Franca Mancinelli, le metamorfosi del silenzio (su ‘Libretto di transito’)”

ebook

Il nuovo ebook di formavera

È online formavera 9, l’ebook che raccoglie i materiali usciti tra settembre 2016 e dicembre 2016, sfogliabile su ISSUU o scaricabile in formato PDF. Grafica e impaginazione dell’ebook sono state curate da Letizia Imola, che ringraziamo.

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Per scaricare l’ebook in PDF: formavera 9 | Verso un classicismo assertivo: appunti per una sintassi dimensionale

 

 

saggi

“altri versi”. Incontri di poesia contemporanea | Elisa Biagini

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[Dopo il dialogo tra Gian Mario Villalta e Daniela Gentile (“altri versi”. Incontri di poesia contemporanea | Gian Mario Villalta) e quello tra Francesca Santucci e Massimo Gezzi (“altri versi”. Incontri di poesia contemporanea | Massimo Gezzi) pubblichiamo oggi quello tra Francesca Del Zoppo e Elisa Biagini, terzo e ultimo appuntamento della rassegna “altri versi.]

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Francesca Del Zoppo: Le immagini di metamorfosi sono una costante della tua poesia. In particolare, la corporalità – perno dei tuoi versi –, scomposta nei suoi organi, viene reificata e associata a oggetti di uso quotidiano attraverso un procedimento di taglia e cuci. Proprio il campo semantico del filo, del cucito, è un motivo ricorrente in tutta la tua produzione poetica. Con Da una crepa (2014), il lavoro sartoriale (o chirurgico) diventa anche formale: estrapolati alcuni versi di Paul Celan dal testo originario, si costruisce con questi un discorso nuovo, rifunzionalizzandoli attraverso il montaggio e dando loro nuova voce in quello che viene definito un autentico dialogo. Corpo e dialogo: è possibile costruire un discorso sulla tua poesia partendo da queste due parole chiave?

Elisa Biagini: Certamente: come ho detto anche altrove, il corpo è il nostro tramite con il mondo, quindi ogni nostra esperienza e conseguente conoscenza passano attraverso di esso. E visto che dobbiamo scrivere di quello che conosciamo, non possiamo che partire da lui, lente imprescindibile del nostro vedere. La ricerca dell’altro anche quando questo è assente, la tensione verso la sua parola, sono da sempre al centro del mio lavoro poetico. Io esisto nell’occhio dell’altro, prendo vita, e solo aprendoci all’ascolto è possibile una comunicazione profonda anche in assenza di una risposta. L’esistenza dell’altro serve a formulare le giuste domande su se stessi e il mondo. Cercare costantemente l’altro è un gesto profondamente politico, di consapevolezza del proprio limite. Gli altri sono necessari per la costruzione di un senso di comunità andato perduto. Continue reading ““altri versi”. Incontri di poesia contemporanea | Elisa Biagini”