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Stefano Dal Bianco | Distratti dal silenzio

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Giovedì 6 giugno è uscito per l’editore Quodlibet Distratti dal silenzio. Diario di poesia contemporanea di Stefano Dal Bianco, un’ampia raccolta di saggi, interventi, autoanalisi, interviste sulla poesia. L’esito è un attraversamento delle questioni  fondamentali che hanno riguardato la poesia italiana degli ultimi anni, e non solo: «Una forma rara di testimonianza, che oscilla tra la dedizione al silenzio e la volontà di condivisione del dire, come fa la poesia». Pubblichiamo La questione dello sperimentalismo, intervento inedito tenuto da Stefano Dal Bianco al convegno «La questione dello sperimentalismo. In occasione dei quarant’anni del Gruppo ’63», Palermo-Mondello 27-29 novembre 2003.

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saggi

Poesia?

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di Andrea Zanzotto
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[Questo saggio, uscito per la prima volta su “Il Verri” nel 1976, è tratto da A. Zanzotto, Le poesie e le prose scelte, a cura di Stefano Dal Bianco e Gian Mario Villalta, Mondadori, 1999, pp. 1200-1204]

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Sembra sempre più difficile – o vano – parlare di quel fatto abbastanza equivoco, strambo (proprio nel senso della «stramberia» clinicamente intesa) che oggi rischia di essere la poesia, e che forse è sempre stata. In ogni caso ci si trova non dico a scrivere, ma a “tracciare”, a scalfire il foglio più che con la piena coscienza di quello che si sta facendo, con la sensazione di non poter sfuggire a una necessità. E coloro che si accostano a un libro di versi non si trovano di fronte a una comunicazione e nemmeno a un oggetto, ma a un corpo tendenzialmente vivens, nato per generazione attraverso inquietanti processi che non sono chiari neppure a chi ha collaborato in qualche modo a questa generazione. Tutto ciò potrebbe del resto risolversi in un mero accadimento che non conta nulla e non dà nulla. Esiste inoltre una limitazione intrinseca al fatto poetico, il quale somiglia in un certo senso alla sterile generazione di Narciso, perché parte da una violenza di situazione emozionale «propria» e, in ciò, «privata» (anche come portatrice di una «privazione»), che difficilmente permette a colui che scrive di aprirsi del tutto all’alterità; anche se questa tuttavia preme, «entra». Continue reading “Poesia?”