inediti

Henri Michaux, Le mie proprietà

Marie Toyen, Objekt-fantom (1937)

Da Henri Michaux, La nuit remue, Gallimard, Paris, 1967 (1935). Traduzione di Carola Borys.

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Le mie proprietà

Nelle mie proprietà tutto è piatto, non si muove nulla; e se c’è una forma qua e là, da dove viene allora la luce? Nessuna ombra.
A volte quando ho tempo, osservo, trattenendo il respiro; sull’attenti; e se vedo emergere qualcosa, schizzo come un proiettile e mi fiondo sul posto, ma la testa, perché di solito è una testa, rientra nella palude; vi attingo con energia, è fango, un fango assolutamente ordinario o della sabbia, della sabbia…
Non si apre nemmeno su un bel cielo. Nonostante non ci sia niente sopra, o almeno così sembra, bisogna andare curvi come in uno stretto tunnel.
Queste proprietà sono le mie sole proprietà, e le abito da quando ero bambino, e posso dire che pochi ne possiedono di più povere.
Tante volte avrei voluto disporvi dei bei viali, ci avrei fatto un gran parco…
Non è che i parchi non mi piacciano, ma… fa lo stesso. Continua a leggere “Henri Michaux, Le mie proprietà”