saggi

Il volto e la voce. Contatti tra la saggistica di Umberto Fiori e la filosofia Emmanuel Lévinas

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Pubblichiamo un saggio di Matteo Tasca, precedentemente uscito sul n. 21 (2018) di “L’Ulisse. Rivista di poesia, arti e scritture” (l’intero numero è consultabile qui).

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Nel corso di queste pagine tenterò di mostrare i legami intertestuali e le convergenze filosofiche che permettono di accostare alcuni scritti di Umberto Fiori con l’opera di Emmanuel Lévinas. Tracce del pensiero di Lévinas sono infatti presenti in numerosi scritti nei quali Fiori discute il rapporto tra etica e poesia e riflette sull’incontro/scontro con l’alterità. Dato che proprio la relazione io-altro costituisce una questione centrale per Fiori, il confronto con il filosofo francese risulta essere un’ottima chiave d’accesso alla sua poetica. Continua a leggere “Il volto e la voce. Contatti tra la saggistica di Umberto Fiori e la filosofia Emmanuel Lévinas”

inediti

Matteo Tasca | Inediti

 

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Raol

lo schianto dei fantini alla seconda curva,
uno probabilmente svenuto, cavallo
colpisce infermiere, le nuche delle persone
*                    *– posizione di merda –
*                    *per tutti quei soldi anch’io rischierei –
metti il cellulare bene in alto,
la corsa piccola dentro la corsa grande,
come una matriosca,
la tartuca che taglia il traguardo senza fantino,
sentirsi vivi, un malore tra gli spalti,
in me però sollievo, è stato tutto molto fico.

Il giorno dopo leggo su internet
che il cavallo raol è rimasto ferito
e hanno dovuto ammazzarlo.
Noi non ci eravamo accorti di niente:
l’esperienza c’ha fregato, stare nel mezzo
non è servito a capire;
ora però che siamo informati sui fatti
non possiamo dire di sentirci particolarmente indignati,
quando parleremo agli amici di barbarie
non crederemo alle nostre parole.

Sono questi i gesti, i pensieri
della nostra miseria interiore.
Descriverli è forse l’ultimo modo
per sorvegliare i confini della nostra coscienza,
e neanche questo basterà.
Persino la vergogna ci costa fatica.

(Quella notte l’ho sognato.
Era steso sulla pista
con tutte e quattro le gambe spezzate.
Mi chiedeva di portarlo fuori a cavalcare
ora che si era liberato dell’altro,
il fratello inquietante,
ma io lo fissavo muto mentre cercava
di formulare a parole la sua richiesta.
Strillava come un neonato) Continua a leggere “Matteo Tasca | Inediti”