inediti

John Ashbery, The Recital (II parte)

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traduzione di Matilde Manara

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da Three Poems (1972). Qui la prima parte.

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Va bene. Dunque il nuovo problema è lo stesso, ecco il problema: la nostra apatia può sempre rinnovarsi, traendo energia dalle circostanze di cui sono piene le nostre vite, mente le emozioni felici sbocciano una volta sola, come una pianta annuale, senza lasciare dietro di sé né radici né foglie una volta che il fiore appassisce e muore. Siamo costretti ad ammettere di vivere ancora nella stessa condizione e di non averla mai superata, neppure quando sembrava così. Beh, ma che cosa possiamo farci? Perché anche se all’idra dell’apatia spuntasse ogni giorno una nuova testa, ancor più spaventosa di quella che eravamo riusciti a tagliare, non è detto che non dovremmo lottare, usando la spada che la nostra condizione di esseri ragionevoli ci ha messo in mano. Continua a leggere “John Ashbery, The Recital (II parte)”

inediti

John Ashbery, The Recital (I parte)

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traduzione di Matilde Manara

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da Three poems (1972)

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Va bene. Il problema è che non c’è un nuovo problema. Deve solo svegliarsi dal sonno dell’esser parte di qualche altro vecchio problema ed ecco che la sua nuova esistenza problematica avrà inizio, trascinandolo avanti in situazioni che non può affrontare, visto che nessuno lo riconosce e nemmeno lui riconosce se stesso o sa cosa egli sia. È come, all’inizio di una bella giornata, quando tutti gli uccelli cantano tra gli alberi, coglierne la gioia e l’entusiasmo mentre si dispiega, eppure anche il corso di ogni giorno, buono o cattivo, porta con sé difficoltà di ogni tipo, che avrebbero dovuto essere previste ma non lo sono state, cosicché alla fine sembra siano loro a soffocarlo, nella maestosità del tramonto o semplicemente in un’inerzia che si ispessisce poco a poco fino ad affondare in una piatta e amara oscurità. Continua a leggere “John Ashbery, The Recital (I parte)”

inediti

Matilde Manara, traduzioni da Paul Celan

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Spiaggia bretone

Raccolto è ciò che vedemmo,
nel congedo da te e da me:
il mare che ci gettò notti sulla riva,
la sabbia, che con noi le passò in volo,
la brughiera rosso ruggine,
lassù dove ci accadde il mondo. Continua a leggere “Matilde Manara, traduzioni da Paul Celan”