recensioni, saggi

Una recensione a “Il paziente crede di essere”

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di Marco Villa

[Una versione leggermente diversa di questa recensione era uscita qualche mese fa su “Mosaici – Learned Online Journal of Italian Poetry“.]

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«Racconti, forme intermedie, prose (in prosa), inconvenienti, dissipazioni dopo»: già il sottotitolo de Il paziente crede di essere (Gorilla Sapiens 2016) di Marco Giovenale preannuncia, con le sue sparse indicazioni di genere, uno dei tratti salienti del libro: un’eterogeneità di soluzioni, che rende conto anche dell’arco temporale di composizione dei testi (dal 1990 al 2014, «circa», se si tiene fede a quanto dichiarato con understatement dall’autore nelle note finali) e che però si staglia su uno sfondo unitario per tono e postura. Uno sfondo segnato dall’impassibilità con cui la voce registra gli scarti e i soprassalti di assurdo che tempestano i quadri e le micro-storie della raccolta, relegando ad una percezione in absentia l’assoluta ordinarietà che – il lettore sente – avrebbe potuto/dovuto caratterizzarle. Continue reading “Una recensione a “Il paziente crede di essere””

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Il nuovo ebook di formavera

È online formavera 8, l’ebook che raccoglie i materiali usciti tra settembre 2015 e luglio 2016, sfogliabile su ISSUU o scaricabile in formato PDF. Grafica e impaginazione dell’ebook sono state curate da Francesca Uguzzoni, che ringraziamo.

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Per scaricare l’ebook in PDF: formavera 8 – Massimalismo, grande opera, autore onnisciente

 

editi

Marco Giovenale, Il paziente crede di essere

sayaka ganz-lizard

[I testi che seguono sono tratti dall’ultimo libro di Marco Giovenale,  Il paziente crede di essere (Gorilla Sapiens, 2016)]

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senza titolo

gira (“vorticosamente”), non è una giostra, non è il mondo, non è i pianeti, gira però

però non è la lavatrice, non si tratta di una parola sconveniente, o di più parole volgari, gira non essendo elettricità, né un motore, né il testo

non è questo testo, soprattutto, né sono io, non è l’io, non è il soggetto, gira non essendo un flâneur né una storia, o la storia in quanto tale,

gira realmente, non è una metafora, non è una nave, un timone, un volante, una ruota, un giroscopio, la testa,

né stiamo parlando della voce, di sicuro non è un indovinello, si osserva solo che gira, e non è un disco o un film, una canzone,

quindi un juke-box o un rullo o altre macchine, vhs, cd o altro, del resto non ha forma circolare, non è il matto che perimetra l’albero,

non è l’acqua richiamata dallo scarico, il mulinello, la tromba d’aria, l’indaffarata al supemarket, il guidatore che cerca posto, ma

gira con una sua veemenza, senza essere la galassia o alcun corpo celeste, tutto ha corpo ma questo non vuol dire, Continue reading “Marco Giovenale, Il paziente crede di essere”