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Il nuovo ebook di formavera

È online formavera 8, l’ebook che raccoglie i materiali usciti tra settembre 2015 e luglio 2016, sfogliabile su ISSUU o scaricabile in formato PDF. Grafica e impaginazione dell’ebook sono state curate da Francesca Uguzzoni, che ringraziamo.

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Per scaricare l’ebook in PDF: formavera 8 – Massimalismo, grande opera, autore onnisciente

 

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Contro gli oggetti (nota per un’essenzialità orizzontale)

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di Marco Villa

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Viviamo nella versione più astratta di una forma di vita già di per sé astrattissima come quella del capitalismo tardo. Tra la moltitudine di oggetti di cui ci circondiamo quotidianamente non si contano quelli che offrono espansioni e rielaborazioni immateriali della nostra esistenza: schermi televisivi, interfacce per la comunicazione virtuale, generatori di mondi possibili in cui giochiamo al surrogato di noi stessi, dispositivi per la riproduzione di suoni in differita, immagini “a scopo presentativo”di prodotti e di bisogni – e talvolta, tutto questo condensato in un singolo oggetto feticcio. In una situazione di virtualità diffusa, di cui ciascuno fa continuamente esperienza, l’atteggiamento della poesia nei confronti del mondo oggettuale non può essere più quello ancora validissimo solo qualche decennio fa. La conquista degli oggetti alla poesia “alta e tragica” è stato un passo fondamentale per l’evoluzione novecentesca del genere, certo. Ma anche su questo versante le nostre vite sono cambiate con estrema velocità, e l’“assedio delle cose” che aveva già progressivamente sfondato la dizione selettiva di Montale ora è una realtà acquisita, che nella sua ultima versione digitale può fare tranquillamente a meno della presenza effettiva dell’oggetto stesso. Ciò che allora l’apertura del dettato poetico alle cose di tutti i giorni rappresentava in termini di liberazione, di ampliamento, di onestà, di critica e quant’altro, oggi ha perso ogni implicazione euforica contemporaneamente al proprio ancoraggio nella comune esperienza quotidiana. Continue reading “Contro gli oggetti (nota per un’essenzialità orizzontale)”

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Henri Michaux, Le mie proprietà

Marie Toyen, Objekt-fantom (1937)

Da Henri Michaux, La nuit remue, Gallimard, Paris, 1967 (1935). Traduzione di Carola Borys.

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Le mie proprietà

Nelle mie proprietà tutto è piatto, non si muove nulla; e se c’è una forma qua e là, da dove viene allora la luce? Nessuna ombra.
A volte quando ho tempo, osservo, trattenendo il respiro; sull’attenti; e se vedo emergere qualcosa, schizzo come un proiettile e mi fiondo sul posto, ma la testa, perché di solito è una testa, rientra nella palude; vi attingo con energia, è fango, un fango assolutamente ordinario o della sabbia, della sabbia…
Non si apre nemmeno su un bel cielo. Nonostante non ci sia niente sopra, o almeno così sembra, bisogna andare curvi come in uno stretto tunnel.
Queste proprietà sono le mie sole proprietà, e le abito da quando ero bambino, e posso dire che pochi ne possiedono di più povere.
Tante volte avrei voluto disporvi dei bei viali, ci avrei fatto un gran parco…
Non è che i parchi non mi piacciano, ma… fa lo stesso. Continue reading “Henri Michaux, Le mie proprietà”