gilda policastro

Cosa abbiamo da dire. Poeti italiani a 40 anni | Azzurra D’Agostino

Roberto Crippa, tecnica mista su tela, 1951

di Azzurra D’Agostino

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[In attesa di ripartire con un nuovo ciclo a settembre, durante la pausa estiva ripubblicheremo alcuni materiali usciti nell’ultimo anno. Questo intervento di Azzurra D’Agostino è stato pubblicato il 5 giugno 2017]

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Nel momento in cui mi metto a riflettere su ‘cosa ho da dire’ in poesia, subito si affaccia alla mia mente un chiaro ‘che cosa ho da fare’. (altro…)

«Di sicuro ci divertiremo»: su “Esercizi di vita pratica” di Gilda Policastro

32    Christian Boltanski    Les Habits de François C    1972

di Marco Malvestio

[In attesa di ripartire con un nuovo ciclo a settembre, durante la pausa estiva ripubblicheremo alcuni materiali usciti nell’ultimo anno. Questa recensione di Marco Malvestio all’ultimo libro di Gilda Policastro è uscita l’8 maggio 2017]

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Esercizi di vita pratica è una nuova dimostrazione del talento di scrittrice di Gilda Policastro. Con questo libro, che continua e sviluppa temi e stile del precedente, notevole, Inattuali (Transeuropa, 2016), la Policastro inaugura una nuova collana, dedicata ai prosimetri, della casa editrice Prufrock Spa. (altro…)

Cosa abbiamo da dire. Poeti italiani a 40 anni | Azzurra D’Agostino

Roberto Crippa, tecnica mista su tela, 1951

di Azzurra D’Agostino

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[Mercoledì 5 Aprile 2017, nell’ambito delle attività del Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature antiche e moderne dell’Università di Siena, si è tenuto un incontro di carattere seminariale sul lavoro poetico della generazione di autori nati negli anni ’70. A moderare l’incontro è stato Stefano Dal Bianco. Sono intervenuti Azzurra D’Agostino, Lorenzo Carlucci, Stelvio Di Spigno e Gherardo Bortolotti. Nelle prossime settimane formavera proporrà i loro interventi, seguiti nei giorni successivi da una scelta di versi e prose. Iniziamo oggi con Azzurra D’Agostino.]

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Nel momento in cui mi metto a riflettere su ‘cosa ho da dire’ in poesia, subito si affaccia alla mia mente un chiaro ‘che cosa ho da fare’. (altro…)

«Di sicuro ci divertiremo»: su “Esercizi di vita pratica” di Gilda Policastro

32    Christian Boltanski    Les Habits de François C    1972

di Marco Malvestio

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Esercizi di vita pratica è una nuova dimostrazione del talento di scrittrice di Gilda Policastro. Con questo libro, che continua e sviluppa temi e stile del precedente, notevole, Inattuali (Transeuropa, 2016), la Policastro inaugura una nuova collana, dedicata ai prosimetri, della casa editrice Prufrock Spa. (altro…)

Quel che resta da fare agli editori

Praga, Torre della televisione

di Francesca Ippoliti

La notizia della probabile chiusura della collana Lo Specchio della Mondadori ha generato un ampio dibattitto sulla situazione della poesia italiana contemporanea. In particolare, ad un’intervista di Andrea Cortellessa sono seguiti gli interventi di Alfonso BerardinelliGilda PolicastroPaolo Febbraro.

È senz’altro vero, come affermato da Berardinelli, che la maggior parte della poesia oggi pubblicata in Italia non è di alto livello. Tuttavia, partendo da questo dato, bisogna fare alcune precisazioni.
Con l’avvento della cultura di massa, il numero degli scriventi (in prosa o in versi) è aumentato in maniera vertiginosa e – anche se è già stato ripetuto fino alla nausea – vale la pena ricordare che in Italia ormai si contano più autori di poesia che lettori. Riuscire a trovare il bandolo della matassa, quando si ha a che fare con dei numeri così elevati, non è impresa che si affronti a cuor leggero. Questo, però, non ci autorizza a risolvere il problema dichiarando il decesso del paziente sul tavolo.

La poesia è viva, ad essere morta è la vecchia società letteraria. Non esistono più un mondo editoriale e un consesso di critici che, muovendosi a stretto contatto, siano davvero in grado di registrare il cambiamento e soprattutto di viverlo: le opere poetiche di valore ci sono, ma letteralmente spariscono nella giungla di pubblicazioni disponibili sul mercato, perché nascono in un contesto incapace di riconoscerle, capirle e valorizzarle. Se Lo Specchio chiude, è perché non ha più la forza di portare avanti una politica culturale militante degna di questo nome, come ha fatto invece in passato. (altro…)