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Giovanni Della Casa, Canzone XLVII

Morris Louis, nu (1961)

a cura di Marco Malvestio

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Canzone XLVII

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*          Errai gran tempo, e del camino incerto
misero peregrin molti anni andai
con dubbio piè, sentier cangiando spesso,
né posa seppi ritrovar giamai
per piano calle o per alpestro ed erto,
terra cercando e mar lungi e da presso:
tal che ’n ira e ’n dispregio ebbi me stesso,
e tutti i miei pensier mi spiacquer poi
ch’i’ non potea trovar scorta o consiglio.
Ahi cieco mondo, or veggio i frutti tuoi
come in tutto dal fior nascon diversi!
Pietosa istoria a dir quel ch’io soffersi,
in così lungo esiglio
peregrinando, fôra:
non già ch’io scorga il dolce albergo ancora,
ma ’l mio santo Signor con novo raggio
la via mi mostra, e mia colpa è s’io caggio.

*          Nova mi nacque in prima al cor vaghezza,
sì dolce al gusto in su l’età fiorita,
che tosto ogni mio senso ebro ne fue;
e non si cerca o libertate o vita,
o s’altro più di queste uom saggio prezza,
con sì fatto desio com’i’ le tue
dolcezze, Amor, cercava; e or di due
begli occhi un guardo, or d’una bianca mano
seguìa le nevi, e se due trecce d’oro
sotto un bel velo fiammeggiar lontano,
o se talor di giovenetta donna
candido piè scoprìo leggiadra gonna
(or ne sospiro e ploro),
corsi, com’augel sòle
che d’alto scenda e a suo cibo vole.
Tal fur, lasso, le vie de’ pensier miei
ne’ primi tempi, e camin torto fei. Continua a leggere “Giovanni Della Casa, Canzone XLVII”