editi, recensioni

Su “Il libro delle cose” di Fabio Donalisio

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L’11 giugno presenteremo a Siena Il libro delle cose di Fabio Donalisio. Anticipiamo l’evento con una nota di lettura di Daniela Gentile e una selezione di testi.

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Il libro delle cose di Fabio Donalisio (Nino Aragno Editore, 2018) obbliga, sin dal titolo, a una riflessione sull’indeterminatezza e contemporaneamente sulla definizione necessaria dell’argomento. Le cose, calco della mutabile e variabile polisemia di res in latino, sembrano un rimando neutro e plurale a quanto possa essere inteso come reale, sia esso umano o meno, individuale o collettivo, ma soprattutto tentano di svincolarsi dalla distinzione grammaticale di genere; allo stesso tempo, però, l’idea rimanda anche ad una precisa immagine di accumulazione, di affollamento, di saturazione: è proprio tra i poli di sottrazione e addizione che si gioca la raccolta da un punto di vista formale e contenutistico, e diventa così più chiaro anche il riferimento al titolo della raccolta precedente, Ambienti Saturi (Amos edizioni 2017), quasi interamente confluita poi nel Libro delle cose. Continue reading “Su “Il libro delle cose” di Fabio Donalisio”

eventi

formavera readings

 

Sabato 18 maggio avrà inizio un ciclo di incontri organizzati da formavera in collaborazione con il Circolo Arci Lavoro e Sport di Siena.
Verranno presentati il XIV Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos 2019), in dialogo con tre dei sette autori inclusi (Pietro Cardelli, Carmen Gallo e Raimondo Iemma; modera Marco Villa), la recente ristampa di Ritorno a Planaval di Stefano Dal Bianco (Lietocolle Pordenonelegge 2018; modera Francesca Santucci) e la raccolta Il libro delle cose di Fabio Donalisio (Aragno 2018; modera Daniela Gentile).
Alla Biblioteca Mario Luzi di Firenze, inoltre, i redattori di formavera leggeranno i loro testi, alternandosi con le improvvisazioni musicali di Giovanni Milani e Simone Braco.

saggi

“altri versi”. Incontri di poesia contemporanea | Gian Mario Villalta

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[Pubblichiamo un dialogo tra Gian Mario Villalta e Daniela Gentile, tenutosi nell’ambito della rassegna “altri versi“.]

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Daniela Gentile: Il procedimento mediante il quale conosciamo il mondo e noi stessi è tema centrale tanto in Vedere al buio quanto in Vanità della mente e, infine, in Telepatia: i nostri occhi e la nostra mente tengono insieme immagini con una sforzo conoscitivo di sempre maggiore definizione, ma si scontrano anche con la fallibilità di queste percezioni: c’è una connessione tra questo tema e la necessità formale di ritornare su testi già editi in Vanità della Mente e di approdare infine alla forma dei poemetti sciolti in Telepatia, come forte ammissione del fatto che solo la frammentazione e, insieme, l’ontologica perfettibilità delle singole immagini, possa restituire integrità alla narrazione dell’io? Continue reading ““altri versi”. Incontri di poesia contemporanea | Gian Mario Villalta”