saggi

Cosa sia la poesia: ipotesi in congiuntivo sul bolo alimentare

bodysong (2)

di Bernardo Pacini


[Questo brano è apparso sull’ultimo numero di Blare Out]


Ho sempre avuto il terrore di cominciare un discorso o un testo con il sintagma “La poesia è, e grazie al cielo anche stavolta mi è andata bene. Ma rimane il fatto che la poesia sia qualche cosa e, così costruendo la frase, mi tutelo dalle accuse di definizionismo, rifugiandomi nella natura modale del tutto soggettiva e insicura del congiuntivo.

Che cos’è la poesia se lo domandano da sempre i critici, i linguisti, i filologi/sofi, i librai e gli editori (molto meno, ultimamente). Non da molto se lo domandano i più fini antropologi del linguaggio, gli psicanalisti e certuni psichiatri tartassati da individui in crisi che si rifugiano nella versificazione “per capire se stessi”. I lettori di poesia contemporanea non esistono, e quelli che esistono è probabile siano capitati lì per caso, e che rimangano solo per non offendere. Coloro che vorrebbero essere ancora poeti ma non possono più esserlo per i motivi più disparati (patologici/nervosi, economici, familiari) si domandano cosa NON sia la poesia, e si rispondono da soli, fermo restando che solo la loro, è, o era, temporibus illis, poesia. Continua a leggere “Cosa sia la poesia: ipotesi in congiuntivo sul bolo alimentare”