inediti

Charles Simic, La slot machine de’ Medici

Tre poesie da Dime-Store Alchemy (2011), ispirate all’opera di Joseph Cornell. Traduzione di Todd Portnowitz.

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Senza titolo (Bébé Marie)
Primo 1940

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La bambola cicciotta in un bosco di ramoscelli. Gli occhi sono aperti e le labbra e le guance sono rosse. Mentre la mamma faceva altro, lei ha preso la borsa, ha tirato fuori il trucco e si è dipinta la faccia davanti allo specchio. Ora verrà punita.
Una ragazzina viziata con un cappello di paglia che sta per essere bruciata sul rogo. Già si possono vedere le fiamme tra i suoi lunghi capelli, intrecciati ai ramoscelli. Gli occhi sono spalancati, così che possa vederci mentre la guardiamo.
Tutto questo è leggermente erotico e sinistro.

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Untitled (Bébé Marie)
Early 1940s

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The chubby doll in a forest of twigs. Her eyes are open and her lips and cheeks are red. While her mother was busy with other things, she went to her purse, took out the makeup, and painted her face in front of a mirror. Now she’s to be punished.
A spoiled little girl wearing a straw hat about to be burnt at the stake. One can already see the flames in her long hair entangled with the twigs. Her eyes are wide open so she can watch us watching her.
All this is vaguely erotic and sinister.

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