editi, inediti

Henri Michaux | da “La nuit remue”

borchgrave2

Traduzioni di Arjeta Vucaj

*

Cementificato

A volte basta un niente. Il mio sangue si trasforma in veleno e divento duro come cemento.
I miei amici scuotono la testa. Non è la paralisi che bisogna temere sopra ogni cosa, ma l’asfissia che ne risulta; allora si decidono. Vanno a cercare i loro martelli, ma una volta tornati, esitano ancora e girano le maniche tra le dita. Uno dice: «Vado a cercare un mandrino, è meglio», e così provano a guadagnare tempo. Tuttavia comincio ad ammorbidirmi. Si vedono (poiché mi hanno svestito per provare la sensazione di aver fatto qualcosa), si vedono come dei ciottoli emersi sopra la pelle. Rimpiccioliscono e presto si dissolvono. E subito i miei amici che nascondono i loro martelli in ogni angolo. Vedo il loro imbarazzo, ma io stesso in uno troppo grande per parlare. In effetti, non posso sopportare che mi si veda nudo. Ci sono allora dei minuti di un silenzio opaco che non saprei raccontare. Continua a leggere “Henri Michaux | da “La nuit remue””