ebook

Il nuovo ebook di formavera

È online formavera 9, l’ebook che raccoglie i materiali usciti tra settembre 2016 e dicembre 2016, sfogliabile su ISSUU o scaricabile in formato PDF. Grafica e impaginazione dell’ebook sono state curate da Letizia Imola, che ringraziamo.

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Per scaricare l’ebook in PDF: formavera 9 | Verso un classicismo assertivo: appunti per una sintassi dimensionale

 

 

saggi

“altri versi”. Incontri di poesia contemporanea | Gian Mario Villalta

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[Pubblichiamo un dialogo tra Gian Mario Villalta e Daniela Gentile, tenutosi nell’ambito della rassegna “altri versi“.]

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Daniela Gentile: Il procedimento mediante il quale conosciamo il mondo e noi stessi è tema centrale tanto in Vedere al buio quanto in Vanità della mente e, infine, in Telepatia: i nostri occhi e la nostra mente tengono insieme immagini con una sforzo conoscitivo di sempre maggiore definizione, ma si scontrano anche con la fallibilità di queste percezioni: c’è una connessione tra questo tema e la necessità formale di ritornare su testi già editi in Vanità della Mente e di approdare infine alla forma dei poemetti sciolti in Telepatia, come forte ammissione del fatto che solo la frammentazione e, insieme, l’ontologica perfettibilità delle singole immagini, possa restituire integrità alla narrazione dell’io? Continue reading ““altri versi”. Incontri di poesia contemporanea | Gian Mario Villalta”

saggi

Poesia?

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di Andrea Zanzotto
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[Questo saggio, uscito per la prima volta su “Il Verri” nel 1976, è tratto da A. Zanzotto, Le poesie e le prose scelte, a cura di Stefano Dal Bianco e Gian Mario Villalta, Mondadori, 1999, pp. 1200-1204]

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Sembra sempre più difficile – o vano – parlare di quel fatto abbastanza equivoco, strambo (proprio nel senso della «stramberia» clinicamente intesa) che oggi rischia di essere la poesia, e che forse è sempre stata. In ogni caso ci si trova non dico a scrivere, ma a “tracciare”, a scalfire il foglio più che con la piena coscienza di quello che si sta facendo, con la sensazione di non poter sfuggire a una necessità. E coloro che si accostano a un libro di versi non si trovano di fronte a una comunicazione e nemmeno a un oggetto, ma a un corpo tendenzialmente vivens, nato per generazione attraverso inquietanti processi che non sono chiari neppure a chi ha collaborato in qualche modo a questa generazione. Tutto ciò potrebbe del resto risolversi in un mero accadimento che non conta nulla e non dà nulla. Esiste inoltre una limitazione intrinseca al fatto poetico, il quale somiglia in un certo senso alla sterile generazione di Narciso, perché parte da una violenza di situazione emozionale «propria» e, in ciò, «privata» (anche come portatrice di una «privazione»), che difficilmente permette a colui che scrive di aprirsi del tutto all’alterità; anche se questa tuttavia preme, «entra». Continue reading “Poesia?”