editi, inediti

Henri Michaux | da “La nuit remue”

borchgrave2

Traduzioni di Arjeta Vucaj

*

Cementificato

A volte basta un niente. Il mio sangue si trasforma in veleno e divento duro come cemento.
I miei amici scuotono la testa. Non è la paralisi che bisogna temere sopra ogni cosa, ma l’asfissia che ne risulta; allora si decidono. Vanno a cercare i loro martelli, ma una volta tornati, esitano ancora e girano le maniche tra le dita. Uno dice: «Vado a cercare un mandrino, è meglio», e così provano a guadagnare tempo. Tuttavia comincio ad ammorbidirmi. Si vedono (poiché mi hanno svestito per provare la sensazione di aver fatto qualcosa), si vedono come dei ciottoli emersi sopra la pelle. Rimpiccioliscono e presto si dissolvono. E subito i miei amici che nascondono i loro martelli in ogni angolo. Vedo il loro imbarazzo, ma io stesso in uno troppo grande per parlare. In effetti, non posso sopportare che mi si veda nudo. Ci sono allora dei minuti di un silenzio opaco che non saprei raccontare. Continua a leggere “Henri Michaux | da “La nuit remue””

inediti

Rodolfo Zucco | Inediti

103a_2004_Fernsehturm_750_1095

Mercoledì 10 luglio alle ore 18.30, al Circolo Arci Lavoro e Sport di Siena, Rodolfo Zucco leggerà poesie tratte dal Bubuluz (edizioni del verri, 2017) e testi inediti, per l’ultimo, non programmato appuntamento del ciclo formavera readings.
Oggi pubblichiamo tre nuove poesie.

*

Leggere ad alta voce Pasternàk

*

Un che di vigile
e di smarrito, come negli attimi dilatati
che precedono il sonno e accompagnano
il risveglio ‒
*                     *trasformano l’ombra
proiettata sul muro da uno stoppino acceso
in abnormi figure negroidi.
*                                                 *Timbri,
crome, quarti: leggere
ad alta voce Pasternàk…

*                                            *I campi
era come se li vedessi nel delirio
della febbre, durante una grave malattia;
il bosco, invece, nello stato di lucidità
dell’uomo guarito ‒
*                                  *e mi pareva
che nel bosco abitasse Dio ‒ sui campi
sogghignasse il beffardo
riso del diavolo. Continua a leggere “Rodolfo Zucco | Inediti”

editi, inediti

Stéphane Mallarmé | Conflit

Damiàn Ortega, Casino

Traduzione di Matilde Manara

*

CONFLITTO

Era da tempo, da molto tempo ormai – credevo – che la mia idea si dispensava da qualsiasi accidente anche vero; preferendo, al caso, attingere al suo principio, lo scaturire.

Un gusto per una casa abbandonata, che sembrerebbe favorire questa disposizione, mi porta a smentirmi: tanta era la contentezza che verdeggiava, ogni anno tranne questo, la scala esterna di pietra, di spingere contro i muri una persiana invernale per poi raccordare, come senza interruzione, l’occhiata di adesso allo spettacolo immobile di un tempo. Garanzia di ritorni fedeli, ma ecco che questo battito, tarlato, scandisce un baccano, ritornelli, alterchi, di sotto: mi ricordo di come sopraggiunse la leggenda della triste dimora di cui infesto l’angolo intatto, invasa da una banda di lavoratori che offendono il paese perché tutto solitudine, e al momento di partire mi angosciò, andare o no, mi fece quasi esitare – arrivederci, tanto peggio! Il posto sarà da difendere, come mio, magari arbitrariamente, e ci sono. Una tenerezza, d’ora in avanti esclusiva, dovuta al fatto che, nella soppressione dei luoghi ameni, questi abbia ricevuto l’ingiuria peggiore; ospite, divento, del suo declino: inverosimilmente, il soggiorno caro per la desuetudine e l’eccezionalità, trasformato dal progresso in una mensa per operai di ferrovia. Continua a leggere “Stéphane Mallarmé | Conflit”