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EDITORIALE: Nuove misure per un grande stile

dan graham. two correlated rotations

di Simone Burratti

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Scegliere di mantenere una postura rigorosamente tragica, ostinarsi a inseguire ancora oggi, nei pochi modi possibili, quel grande stile che ha caratterizzato la maggiore poesia italiana del Novecento, e del quale sempre più viene messa in discussione l’affidabilità delle fondamenta, sembrerà a molti una presa di posizione epigonica e inutile, quando non addirittura reazionaria; ma, per molti altri, tra le cui schiere crediamo di porci, quella stessa scelta rappresenterà un tentativo di resistenza contro il mondo, un’alternativa anti-mimetica paziente e proiettiva; e anche, in modo più concreto, l’unico tono ammissibile per una vera traduzione dell’esistenza – esistenza che rimane, pur nella sua irrilevanza storica e sociale, essenzialmente e doverosamente alta e tragica.

E se  l’ostinazione, se la tradizione non basterà, questa volta, a giustificare se stessa e farsi carico da sola di una contemporaneità che, quando non la rigetti del tutto, la riduce a mera variabile o minima componente di un episteme definitivamente più complesso, lo sforzo di adattamento dovrà forse andare nella direzione di un’attenta e regolare consecutio temporum, e cioè registrando frammentazioni e fratture, ma al tempo stesso  resistendo a una dispersione anarchica. Continua a leggere “EDITORIALE: Nuove misure per un grande stile”

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EDITORIALE: Moduli, stilemi, griglie vuote

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di Simone Burratti

“…

sia il tuo schivarti, penna, e l’inchinarti…”

Andrea Zanzotto

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Abbiamo finalmente creato (immaginato) uno spazio possibile, tracciato dei confini intorno all’oggetto della nostra ricerca: procedendo sempre per negazione, rifiutando le avanguardie e   le soluzioni facili, le chiusure a effetto, le suggestioni della rappresentazione; e allo stesso tempo evitando tutti i moduli usurati, i meccanismi perfetti, gli stilemi fini a se stessi. E quindi: fuori della letteratura ma: letteratura, come un figlio che voglia staccarsi dal modello paterno e, con grande sacrificio, crearsi una sua identità, anche all’insegna dell’opposizione, anche di minore profilo, ma sempre legata alla trasmissione dei geni, sempre con lo stesso cognome.

La griglia vuota che ne rimane, e il verso immaginato, mai scritto o pronunciato o formulato, che vorremmo contenuto al suo interno, sono piuttosto una gamma di possibilità (soluzioni) che non un programma o una scelta, e potremmo tutt’al più individuarli in absentia, assegnare ad entrambi degli aggettivi utili: pulita, compatta, libero, vero. Continua a leggere “EDITORIALE: Moduli, stilemi, griglie vuote”